"La guerra fra Russia e Ucraina divide quelli che, fino a ieri, erano membri della stessa famiglia"

Russian and Ucrainian crisis

Source: courtesy of Matteo Brioschi

Il conflitto tra Russia e Ucraina raccontato dal punto di vista di un italiano che, fino allo scoppio del conflitto, considerava Mosca come casa propria.


Matteo Brioschi si è trasferito in Russia otto anni fa e da allora si è integrato perfettamente nella vita moscovita. Insieme alla moglie Victoria gestisce un'agenzia che si occupa di rappresentare modelle e modelli nelle capitali internazionali della moda.

“Purtroppo, dallo scoppio del conflitto, si sono verificati diversi episodi di quello che viene definito russian hate, e a pagarne le conseguenze sono stati ragazze e ragazzi russi, che si sono visti bloccare pagamenti e rescindere contratti di lavoro da diversi brand”, ha raccontato ai microfoni di SBS Italian.

Alcune ragazze ucraine, scambiate per russe, avrebbero subito anche episodi di violenza verbale.

"In occidente pochi conoscono la differenza tra le lingue slave e molti ignorano anche che il popolo russo e quello ucraino sono molto legati. Si considerano, gli uni gli altri, come di famiglia”.

Fino alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, agli inizi degli anni '90, Russia e Ucraina erano parte della stessa nazione.

“Sono pochissimi i russi che non abbiano un amico, un cugino, un parente o un collega ucraino. Prendersela con loro per quello che accade è davvero stupido“.

Al momento dello scoppio del conflitto Matteo e la famiglia si trovavano in Italia e hanno deciso di restarci, in attesa di valutare come, e se, sarà ancora possibile vivere in Russia dopo questa crisi.

“Non ho paura che sia pericoloso, ma che diventi difficile gestire la vita di tutti i giorni a causa delle sanzioni imposte dai paesi della Nato alla Russia“ conclude Brioschi.

Ascolta l'intervista integrale a Matteo Brioschi:

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