L'associazione cerca di rendere migliore la vita dei "talibé", i bambini provenienti da aree remote che sono costretti a vivere agli ordini dei cosiddetti "marabout", i precettori delle scuole coraniche.
Dopo due viaggi in Senegal nel 2012, Marco e Valeria sentono il bisogno di fare qualcosa per i bambini "talibé", bambini provenienti da varie parti dell'Africa-Senegal, ma anche Mali, Gambia e le due Guinee.
Punti chiave
- I talibé sono bambini strappati alle loro famiglie, che non possono permettersi di mantenerli
- Questi bambini sono costretti a vivere sotto il giogo dei Marabout, precettori coranici che in realtà obbligano i piccoli a mendicare
- La "Maison des enfants" cerca di offrire a questi bambini un'alternativa ed una vita degna
Questi bambini, a causa dell'estrema indigenza delle rispettive famiglie, vengono affidati a dei precettori coranici, i Marabout. Questi soggetti, che in teoria dovrebbero insegnare a questi bambini il Corano (talibé significa infatti "studente del Corano"), in realtà li costringono ad un regime di schiavitù che viene tacitamente permessa a causa dell'influenza politica di questi Marabout, che in questo modo traggono vantaggi economici non indifferenti per una realtà come quella senegalese.
Per questo motivo, Marco e Valeria hanno fondato, nel 2013, la Maison des Enfants.
Ogni mattina il centro apre le porte a circa 400 bimbi che ricevono subito la colazione e che possono trascorrere diverse ore all’interno della struttura alternando le diverse attività.
Per prima cosa, vengono organizzate docce e quando possibile cambi di vestiti, sia per una questione igienica sia di dignità del bambino.
I piccoli vengono seguiti in classe con disegni e giochi da tavolo mentre per i più grandi vengono organizzate attività nel piccolo spazio esterno come il gioco del pallone, pallavolo, corsa con i sacchi e molto altro, per permettere loro di trascorrere momenti di spensieratezza.
Ascolta l'intervista con Marco Accornero, Vicepresidente della "Maison des enfants".Potrebbe interessarti anche
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