Il rallentamento del mercato immobiliare, il continuo aumento del costo dell'energia e un'inflazione ancora elevata sono al centro dell'analisi del professore Massimiliano Tani.
Il mercato immobiliare australiano continua a mostrare segnali di rallentamento. Secondo gli ultimi dati sulle aste immobiliari, il tasso di vendita è salito solo marginalmente dal 49,2% al 49,8%, rimanendo sui livelli più bassi registrati dal periodo della pandemia.
Secondo Massimiliano Tani, professore di finanza alla University of New South Wales di Canberra, una delle cause principali è l'incertezza che circonda gli investimenti nel settore immobiliare.
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Il governo ha creato talmente tanta incertezza che molti investitori stanno rivedendo i propri pianiMassimiliano Tani, professore di finanza della University of New South Wales di Canberra
Un altro tema affrontato riguarda il costo dell'elettricità. La coalizione sostiene che le famiglie australiane abbiano pagato quasi 23 miliardi di dollari in più in bollette energetiche rispetto al 2022, accusando il governo Albanese di non aver mantenuto la promessa di ridurre i costi.
"L'Australia non è mai riuscita a definire una politica energetica stabile e di lungo periodo", ha affermato Tani.
"Da una parte non si sono volute sostenere con convinzione le energie rinnovabili, dall'altra gli incentivi sono stati modificati più volte, creando ulteriore incertezza".
Infine, Tani ha commentato i dati sull'inflazione di fondo, che secondo alcune rilevazioni resta tra le più elevate delle economie avanzate.
"Uno dei grandi problemi australiani è la scarsa concorrenza: quando poche imprese possono mantenere margini di profitto molto elevati, i consumatori finiscono inevitabilmente per pagare prezzi più alti", ha affermato Tani.
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