"La danza della tarantella mi è stata passata dalle mie nonne", ricorda Rosa Voto ai microfoni di SBS Italian.
Nata a Bari da mamma pugliese e papà calabrese e trasferitasi verso gli otto anni a Firenze con la famiglia, Rosa ricorda come i nonni, "persone semplici", praticassero "i riti della tarantella, un'occasione di riunione, di celebrazione, di riconoscimento di valori culturali delle rispettive comunità".

"Da bambina ne ero molto appassionata, mi piaceva (...) crescendo, da ragazzina, ho avuto un po' un allontanamento, sinceramente quasi una vergogna", ammette Rosa.
"Crescendo a Firenze non volevo che si sapesse che ero del Sud Italia, non volevo che si sapesse che amavo questa forma di danza considerata erroneamente semplice, contadina, e un po' retrograda".
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Rosa ha comunque studiato danza per molti anni, riscoprendo la tarantella soltanto una volta adulta, dopo il trasferimento in Australia nel 2003.
"Arrivata in Australia ovviamente come tanti, sebbene affascinata da questo Paese, ho sofferto anche molto di nostalgia e di solitudine, e un modo che ho trovato per sentirmi connessa alle mie radici è stato quello di riconnettermi con la musica e con la danza".
La danza è diventata un modo per stabilire una connessione profonda con la famiglia del marito di Rosa, italoaustraliano di origine calabrese e lucana, e infine uno strumento essenziale e irrinunciabile per passare una parte essenziale della propria identità ai figli.
È stata questa esigenza a spingere infine Rosa a voler condividere le danze delle proprie origini anche al di fuori del contesto familiare e italiano, non in chiave nostalgica ma per far conoscere anche l'aspetto tuttora vitale di queste pratiche e tradizioni.

La Melbourne School of Tarantella è nata con un piccolissimo gruppo di persone interessate che avevano risposto ai volantini diffusi da Rosa, tra cui una coppia che stava per sposarsi e voleva imparare una danza per il proprio matrimonio.
"Roberta, di origine pugliese, stava per sposarsi con George, che è di origine greca", ricorda Rosa, "insieme volevano regalare ai propri ospiti una performance, una dimostrazione delle loro culture, e avevano scelto la danza, una componente molto forte anche nella cultura greca".
Nonostante nel frattempo in Italia ci sia stato un revival delle danze tradizionali, inizialmente a Melbourne Rosa non ha ricevuto la risposta entusiasta che poi è seguita.
"All'inizio c'era ancora questo stigma della tarantella, come danza contadina, ignorante, semplice... non era motivo di orgoglio".
Rosa Voto definisce la sua una "missione culturale", ed è entusiasta di avere attratto negli anni non solo studenti italiani, ma anche tantissimi australiani con background diversi, persone che semplicemente apprezzano la danza e la cultura di cui è espressione.
Stiamo creando una comunità di appassionati alla tarantella che non sono esclusivamente italiani
E nonostante il lockdown abbia posto un freno ai festeggiamenti, la comunità che si è creata intorno alla scuola non vede l'ora di potersi ritrovare per celebrare i suoi primi dieci anni nel modo migliore, danzando.
Ascolta l'intervista a Rosa Voto.
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