La ministra degli Esteri Wong in Medio Oriente per "una pace giusta e duratura"

Foreign Minister Penny Wong departing from Adelaide Airport, Monday, January 15, 2024

La ministra degli esteri Penny Wong alla sua partenza dall'aeroporto di Adelaide il 15 gennaio 2024 Credit: AAP Image/Supplied by Department of Foreign Affairs and Trade

Era dal 2016 che un ministro degli Esteri australiano non visitava Israele, Paese in cui Penny Wong arriverà oggi. Sbarcata in Giordania e poi in proseguimento verso Cisgiordania e Emirati Arabi Uniti, Wong cercherà di portare un contributo australiano alla risoluzione del conflitto tra Israele e Hamas.


La ministra degli esteri Penny Wong è partita nella giornata di ieri 15 gennaio per un viaggio in Medio Oriente, tra Giordania, Israele, Territori Palestinesi Occupati ed Emirati Arabi Uniti.

L’arrivo in Israele è previsto per la serata di martedì 16 gennaio e già ancor prima di partire si potevano avvertire le difficoltà nella missione di Wong, criticata da ambo le parti.

Chi sostiene Israele ha sottolineato come la ministra non si recherà nelle zone colpite dall’attentato di Hamas del 7 ottobre che ha causato circa 1200 morti in territorio israeliano e, dall’altra parte, le associazioni pro palestinesi chiedono un cessate il fuoco immediato e una presa di posizione forte contro le violenze a Gaza.

"Questo è un viaggio importante per Wong", racconta il commentatore politico Paul Scutti ai microfoni di SBS Italian, con la ministra che incontrerà anche "le famiglie israeliane degli ostaggi rapiti da Hamas nell'attacco dello scorso 7 ottobre, così come Wong incontrerà i palestinesi colpiti dalle violenze israeliane nei Territori Occupati".

Questa visita si preannuncia complessa; la ministra è chiamata a mediare tra le richieste molto diverse di israeliani e palestinesi.
Paul Scutti

Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.

Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.

L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.

Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.

In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.

L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.

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