La commissione reale d'inchiesta ha sottolineato, tra le altre cose, che i servizi segreti neozelandesi sono stati troppo concentrati sul terrorismo di matrice islamica.
Dopo quasi 18 mesi di indagini, il rapporto della commissione reale sugli attacchi alla moschea di Christchurch del marzo 2019 in cui persero la vita 51 persone è stato reso noto l’8 dicembre 2020.
Il documento di 792 pagine, commissionato dal governo neozelandese, ha raccolto le testimonianze di circa 400 persone e analizzato quasi 74 mila documenti, riscontrando carenze da parte della polizia e delle agenzie di sicurezza nazionali.
La Prima Ministra neozelandese Jacinda Ardern si è scusata ufficialmente: “Il rapporto conferma che c’è stata una ‘inadeguata concentrazione di risorse’”, facendo riferimento all’attenzione delle forze dell’ordine verso potenziali minacce di terrorismo di matrice islamica rispetto a terrorismo legato ad altra matrici ideologiche.
“L’obiettivo del rapporto era capire cosa sia andato storto e se si poteva prevenire”, ha spiegato Matteo Vergani, ricercatore della Deakin University di Melbourne ed esperto di terrorismo e crimini d'odio, “Sono state sottolineate diverse lacune dei servizi di sicurezza della Nuova Zelanda, lacune legislative, ma la natura di questo attentato, condotto da una persona sola senza contatti e utilizzando armi acquistate legalmente ci dice che probabilmente non sarebbero riusciti a prevenirlo comunque”.
Le lacune legislative riguardano l’integrazione e il supporto delle attività di polizia e di intelligence, la raccolta sistematica di crimini di odio hate crimes, lacune sul controllo di chi acquista le armi da fuoco sono solo alcuni degli aspetti emersi dal rapporto.
Il governo della Nuova Zelanda si è impegnato ad attuare le 44 raccomandazioni emerse durante il corso dei lavori della commissione reale entro marzo del prossimo anno.
Ascolta l'intervento di Matteo Vergani:
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.





