La relatrice speciale dell'ONU Francesca Albanese definisce "un inferno in Terra" la crisi umanitaria a Gaza

Francesca Albanese

Francesca Albanese, Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territories occupied since 1967, talks to the media after presenting her report at the 53rd session of the Human Rights Council, during a press conference at the European headquarters of the United Nations, in Geneva, Switzerland, 11 July 2023. Credit: SALVATORE DI NOLFI/EPA/AAP Image.

La Relatrice speciale dell'ONU per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese definisce un "inferno in Terra" la crisi umanitaria a Gaza e dice che c'è "bisogno disperato di aiuti".


Col passare delle ore si aggrava la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza ormai senza scorte di acqua, medicinali, cibo e carburante.

"Mentre ci parliamo, a Gaza non c'è acqua, cibo, medicinali e manca anche l'enegia per le incubatrici dei bambini nati prematuramente", dice Francesca Albanese relatrice speciale dell'ONU per i territori palestinesi occupati.

Dal 21 ottobre a oggi sono entrati nella Striscia 74 camion con aiuti umanitari di vario tipo, tra cui cibo e medicinali, secondo quanto detto dal direttore dell'ufficio stampa del valico di Rafah, Abu Muhsin, all'agenzia di stampa Anadolu. Ma secondo le Nazione Unite questo numero è molto più basso.

Tel Aviv ha vietato l’ingresso al carburante, una delle risorse essenziali per mantenere attivi gli ospedali di Gaza.

Le Nazioni Unite chiedono almeno 100 camion al giorno per i 2,4 milioni di abitanti di Gaza privati di tutto.

Israele sostiene che, se lasciasse entrare i convogli di aiuti umanitari come richiesto, queste risorse finirebbero nelle mani di Hamas.

"Israele non ha prove per affermarlo, e l’altra cosa è che gli aiuti sarebbero sotto la supervisione delle Nazioni Unite", Francesca Albanese ha dichiarato ai microfoni di SBS Italian.

"Gli aiuti sono estremamente necessari... L'ONU garantisce il controllo di tutto ciò che entra, e finora sono entrati solo una dozzina di camion. Ma questa è una goccia nell'oceano."

Palestinians sit among the rubble of their destroyed homes after a ceasefire in Gaza comes into effect.
Palestinians sit among the rubble of their destroyed homes after a ceasefire in Gaza comes into effect. Source: AAP

Nella notte, sono scattate nuove sirene di allarme nel centro di Israele e a Tel Aviv per un fitto lancio di razzi dalla Striscia.

L'attesa manovra militare sul terreno intanto non è ancora iniziata: il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha dichiarato che "avverrà non appena si saranno create le condizioni opportune", mentre continuano i bombardamenti aerei.

L'esercito israeliano ha reso noto di aver ucciso in un attacco aereo il vice capo dell'intelligence di Hamas, Shadi Barud, considerato il braccio destro del capo politico dell'organizzazione terroristica, Yahya Sinwar e ritenuto da Israele tra i responsabili della pianificazione dell'attacco di Hamas del 7 ottobre insieme a Sinwar.

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Smoke rises following an Israeli air strike on Gaza City, 09 October 2023. Source: EPA / MOHAMMED SABER/EPA/AAP Image

La situazione intanto a Gaza continua a peggiorare: Hamas ha pubblicato un elenco di circa 7.000 nomi di coloro che sarebbero stati uccisi dai raid israeliani a Gaza dopo il 7 ottobre.

L'elenco è stato prodotto il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato di non credere alle cifre sul bilancio delle vittime fornite dalla fazione palestinese.

Clicca sul tasto 'play' in alto per ascoltare l’intervista.

Questa escalation è l'ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.

Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.

L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.

Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.

In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.

L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza degli Stati membri durante una votazione nel 2018.

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