Nel fine settimana scorso i Ministri degli Esteri dei Paesi del G7 hanno lanciato un appello a Mosca chiedendo al Cremlino di mettere fine all’escalation militare nel Donbass e di tornare a perseguire la via diplomazia.
Altrimenti, ha specificato il documento redatto al termine del vertice di Liverpool, la risposta occidentale sarà molto dura e in caso di invasione dell'Ucraina, la Russia "affronterebbe conseguenze devastanti".
In breve:
- Il G7 di Liverpool ha intimato alla Russia di mettere fine alle operazioni militari al confine con l'Ucraina
- Secondo il capo della diplomazia britannica, il Cremlino si espone a "conseguenze enormi" in caso di invasione del vicino territoriale
- La replica di Mosca, che ha dispiegato 100mila tra uomini e mezzi nella regione, non si è fatta attendere
In ballo c'è la l'autodeterminazione dell'Ucraina, che vuole aderire alla NATO
La crisi al confine tra Russia e Ucraina è tornata d'attualità dopo che una settimana fa il Washington Post ha rivelato che Mosca intenderebbe invadere il vicino territoriale nel mese di gennaio.
Secondo l'intelligence occidentale, circa 100 mila tra militari e mezzi russi sono stati ammassati alla frontiera con la regione ucraina del Donbass, quella a maggioranza russofona e nella quale il conflitto tra i separatisti filo-russi e Kiev non si è mai placato.

Nel marzo del 2014 Mosca ha prima disposto l'invasione della Crimea (un territorio solo formalmente ancora ucraino) dopodiché sono iniziati gli scontri nella zona orientale dell'Ucraina.
Il Ministro degli esteri russo ha replicato alle minacce del G7 affermando che il Cremlino risponderà militarmente ad un ulteriore avvicinamento dell'Alleanza Atlantica ai suoi confini territoriali.
Riascolta qui l'analisi del giornalista Giuseppe D'Amato:
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