La guerra in Ucraina, lo sviluppo sostenibile, la crisi migranti e la sanità: questi sono solo alcuni deii temi sul tavolo dei lavori alla 78esima Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York.
Sul Palazzo di Vetro, il quartier generale delle Nazioni Unite, si riflettono però le profonde divisioni e tensioni internazionali.
Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, sta partecipando per la prima volta in presenza all'assemblea e ha invitato il mondo a continuare a sostenere il suo Paese contro l'invasione russa.
"Mentre la Russia spinge il mondo verso la guerra finale, l'Ucraina sta facendo di tutto per garantire che dopo l'aggressione russa nessuno al mondo oserà attaccare alcuna nazione. L'uso delle armi deve essere limitato, i crimini di guerra devono essere puniti, le persone deportate devono tornare a casa e l'occupante deve tornare nella propria terra", ha detto di fronte ai leader internazionali.
Il giornalista Giampiero Gramaglia, esperto di questioni statunitensi, ha fatto il punto sull'inizio dei lavori dell'assemblea. Clicca 'play' in alto per ascoltare.
Le sue parole hanno fatto eco a quelle del presidente americano Joe Biden, che poco prima aveva dichiarato: "Gli Stati Uniti insieme agli alleati continueranno a stare al fianco del coraggioso popolo dell'Ucraina. Dobbiamo continuare a stare contro l'aggressione sfacciata di oggi per impedire il possibile aggressore di domani".
Tra i diversi ospiti illustri che non sono presenti all'assemblea vi è anche Vladimir Putin sul quale pende un mandato di cattura internazionale per presunti crimini di guerra commessi in Ucraina.
Da Mosca la portavoce del Cremlino ridicolizzava Zelensky come un mendicante al soldo dei suoi “padroni americani”.
Il clima di incertezza che domina il vertice non è solo legato al conflitto in Ucraina, ma anche alle conseguenze della pandemia, all'inflazione alimentare e alla mancanza di un fronte comune sull'emergenza climatica.
Secondo una ricerca dell'ISPI, l'Istituto per gli Studi di politica internazionale, per quel che riguarda l'Agenda 2030 solo una minima parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile è in linea con i traguardi prefissati dall'ONU. Il fatto poi che il presidente americano Biden sarà l’unico leader dei Paesi membri con diritto di veto ha destato non poche preoccupazioni proprio sull'efficacia del vertice in materia climatica.
Ma il summit rischia di essere "una passerella di leader che dicono la loro", poco efficace nel trovare le soluzioni alle questioni in agenda secondo Giampiero Gramaglia, ex-direttore dell'agenzia ANSA.
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