In sintesi
- Israele considera Gerusalemme la propria capitale, senza il sostegno di quasi tutta la comunità internazionale.
- L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò nel dicembre 2017 che gli Stati Uniti avrebbero portato l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.
- Circa un anno dopo, nel dicembre 2018, l’allora governo di Scott Morrison decise di riconoscere Gerusalemme Ovest come capitale di Israele.
Nella giornata di martedì scorso 18 ottobre l’Australia è ritornata sui propri passi per quel che riguarda il riconoscimento di Gerusalemme Ovest come legittima capitale dello stato di Israele.
La ministra degli Esteri Penny Wong, convinta che l'annuncio del 2018 di Scott Morrison non fosse altro che una "cinica trovata elettorale", ha confermato che l'ambasciata australiana resterà a Tel Aviv.
Il giornalista del Manifesto Michele Giorgio, che lavora a Gerusalemme, ha discusso ai microfoni di SBS Italian l'impatto dell'inattesa presa di posizione australiana.
"Israele è rimasto molto sorpreso", racconta Giorgio. "Aliza Bin Noun, direttrice del Ministero degli Esteri israeliano l'ha definita una decisione miserabile, priva di senso".
Secondo Giorgio, Israele guarda ora con attenzione alle prossime mosse del governo Albanese, tra cui non è da escludersi il riconoscimento dello stato palestinese, già espresso da moltissimi altri Paesi.
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