In questi giorni i venti di protesta causati dai sit-in nelle università statunitensi a favore del popolo palestinese si sono propagati in tutto il mondo, e anche qui Down Under.
Dopo lo sgombero con la forza della Columbia University di New York di due giorni fa, la polizia americana, in assetto anti-sommossa, ha sgomberato una tendopoli a UCLA e arrestato oltre 130 persone, usando anche - secondo quanto riporta la CNN - proiettili di gomma.
Il Presidente Biden ha richiamato all'ordine la nazione, e ha fatto appello a due valori fondamentali della democrazia statunitense: il diritto di opinione ma anche l'autorità della legge.
Il caso è diventato subito politico. Il giornalista ex-direttore dell'Ansa Giampiero Gramaglia ne sottolinea la delicatezza per Biden "sia in quanto presidente in carica che candidato alle prossime elezioni".
I contestatori non voterebbero mai Trump, ma potrebbero non votare neanche BidenGiampiero Gramaglia
Gramaglia ha anche analizzato la recente polemica - anch'essa politica - sulla legge entrata in vigore in Florida dal mese di maggio, che di fatto comnporta un giro di vite letale sul diritto all'aborto.
"Si tratta anche qui di un tema delicatissimo, che in questo caso Biden cavalca, mentre Trump evita", spiega Gramaglia.
Infine, Gramaglia ha anche descritto la ripresa del processo a Donald Trump sul caso Stormy Daniels, che dovrebbe portare l'introduzione di un nuovo testimone chiave, ossia colui che aprì il conto corrente dal quale sarebbero usciti i pagamenti per assicurarsi il silenzio della pornostar.
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