Le formiche hanno la capacità naturale di capire quando una loro azione avrà delle “ricompense future” o quando è meglio lasciare perdere.
Lo mostra una ricerca condotta dal dottorando di biologia alla Macquarie University Daniele Carlesso, che ha studiato come si formano i caratteristici ponti composti da formiche, che impilandosi l’una sull’altra formano delle catene che permettono al nido di attraversare dei — per loro — precipizi in cerca di cibo.
“Abbiamo cercato di capire se le formiche potessero limitare il loro grado di investimento in azioni di cui non sanno l’esito”, ha spiegato Daniele a SBS Italian, per poi offrire un parallelismo con gli esseri umani.

Quando andiamo a fare la spesa in macchina e cerchiamo parcheggio, come ci comportiamo se non lo troviamo immediatamente?
Fino a quando si continua a girare il più vicino possible al supermercato e fino a che punto si decide che il tempo perso nel cercare un posto comodo sia un risultato migliore rispetto alla fatica di scegliere un parcheggio più lontano?
Si tratta di una scelta che comporta una capacità di astrazione tutta umana, bilanciando nel futuro le varie opzioni e facendo un vero e proprio “budget”, decidendo di investire limitate risorse per cercare la situazione ideale, per poi abbassare le pretese e accontentarsi di un risultato inferiore, ad esempio un parcheggio dall’altra parte della strada.
Lo studio recente mostra che anche le formiche agiscono così, pur non avendo la capacità di astrazione umana.

“Le formiche di una colonia devono decidere quante formiche impiegare per la costruzione di un ponte, senza sapere cosa troveranno nel nuovo territorio”.
Nessuna formica sa che sta costruendo un ponte, che viene assemblato senza che nessuna di loro sappia che c’è un ponteDaniele Carlesso
Per testare l’ipotesi che le formiche avessero una certa consapevolezza delle ricompense future, il team di Carlesso ha misurato la lunghezza dei ponti, per stabilire quale fosse il limite oltre il quale le formiche valutavano che la distanza sarebbe stata troppa e che le possibili ricompense future non sarebbero state sufficienti per fare continuare lo sforzo.
“Abbiamo scoperto tramite un modello matematico che le formiche costruiscono ponti fino a nove centimetri”, ha raccontato Carlesso.
Il team ha poi testato l’ipotesi con formiche vere, aumentando la distanza che avrebbero dovuto attraversare costrundo dei ponti.
Il numero magico è nove centimetriDaniele Carlesso
Le conseguenze delle decisioni delle formiche nella costruzione dei ponti possono riflettersi nello studio delle azioni collettive umane.
“Si dice che le formiche reagiscano in maniera simile agli umani quando operano azioni collettive. Lo fanno di gruppo a livello di colonia ma anche individuale, basandosi sulla vista e sulla percezione tattile”, ha spiegato Daniele.
"Tramite questi studi possiamo sviluppare dei modelli matematici che ci permettono di simulare il comportamento di molti sistemi, tra cui quelli umani come il traffico in strade congestionate o i movimenti delle masse", ha aggiunto.
Ascolta l'intervista a Daniele Carlesso cliccando il tasto 'play' in alto
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