Le nuove migrazioni italiane e il coronavirus: il mondo si allontana?

In this file photo dated Monday, June 8, 2020, passengers wearing face masks arrive at London's Heathrow Airport. The two-week quarantine period that travelers arriving in England from a destination not on the British government’s coronavirus safe list co

Source: AAP Image/AP Photo/Matt Dunham

La nuova inchiesta del Centro Altreitalie di Torino si interroga sul futuro delle nuove mobilità, analizzando il modo in cui le comunità italiane all’estero stanno affrontando la pandemia a diverse latitudini.


“Il mondo si allontana? Il COVID-19 e le nuove migrazioni italiane” è il titolo dell’ultimo studio del Centro Altreitalie di Torino, che da 15 anni rappresenta un osservatorio importante sull’emigrazione italiana.

Come ricorda il sito del Centro Altreitalie, la storia migratoria italiana è ripresa negli ultimi anni con cifre molto alte: 126.000 cittadini italiani nel 2019 secondo l’ultimo bilancio demografico dell’ISTAT pubblicato a luglio 2020, un incremento di oltre il 204% rispetto al 2008 e dell'8,1% rispetto all'anno precedente.

Immancabilmente nel 2020 l’attenzione si è concentrata su come gli italiani all’estero abbiano affrontato il COVID-19 nelle diverse realtà di adozione.

“Allo scoppio della pandemia la prima cosa che ci è venuta in mente è stata chiederci cosa avverrà di queste nuove e sempre più fitte migrazioni italiane nel mondo”, ha spiegato Maddalenna Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie e curatrice del rapporto con Alvise del Pra’.

“Abbiamo avuto l’impressione che il primo limite posto della pandemia fosse prioprio quello della libertà di movimento. Una conquista recente delle nuove generazioni di italiani che negli ultimi anni si sono dirette in tutto il mondo”.

Il volume raccoglie le testimonianze di oltre 1200 persone da 57 paesi diversi, e decine di interviste e interventi di protagonisti ed esperti che si interrogano su come cambierà la mobilità e sulle politiche da adottare, per quelle centinaia di migliaia di nuovi emigrati italiani che hanno lasciato il paese nel Terzo Millennio.

Ascolta l'intervista a Maddalena Tirabassi:

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. 

Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.

Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus. 


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