Il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale, che ora passa di nuovo alla Camera. Tra le novità più discusse, le modifiche alla rappresentanza degli italiani all'estero.
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Il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astensioni.
Il testo ora tornerà alla Camera per la terza lettura il 28 settembre.
L'approvazione è stata accompagnata da proteste dentro e fuori dall'Aula: il M5S ha definito la riforma una "legge truffa", mentre il PD ha accusato il governo di "cambiare le regole per paura di perdere".
Ascolta l'intervista a Fusi cliccando sul tasto "play" in alto
"Per le opposizioni, la riforma è utile alla maggioranza per garantirsi una vittoria [alle elezioni del 2027], ma in realtà serve per modificare l'assetto con cui si trasformano i voti in rappresentanza", spiega il giornalista Carlo Fusi.
Tra i cambiamenti contestati c'è la modifica dell’assetto della Circoscrizione Estero per il Parlamento italiano.
"Mentre prima le circoscrizioni elettorali erano quattro ciascuna per Camera e Senato, adesso diventano due per la Camera, con una circoscrizione che riguarda l'Europa e l'altra tutto il resto del mondo", spiega Fusi.
Ci sono perplessità sulla rappresentanza, perché mettere insieme l'Australia con l'Asia o con l'America sembra incongruo come volontà di esprimere il punto di vista di chi non vive più in Italia.Carlo Fusi, giornalista
Sono diversi gli altri cambiamenti principali contestati dall'opposizione: dal nuovo sistema proporzionale a un premio di maggioranza, dal meccanismo delle preferenze all’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio da parte dei partiti.
"È una partita molto importante anche perché la prossima legislatura eleggerà il nuovo Capo dello Stato dopo i 14 anni di mandato di Mattarella", spiega Fusi.
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