La settimana politica internazionale è iniziata con l'incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca e la presentazione del piano americano per la fine delle ostilità a Gaza.
Sarebbero ore decisive per la mediazione sul piano in 20 punti, mentre Hamas ha chiesto ai mediatori di apportare alcune modifiche.
"Si tratta di un piano che è apertamente sbilanciato a favore di Israele; Hamas si trova in una situazione molto complicata perché a sostenere il piano sono anche i Paesi arabi e persino l'Autorità Nazionale Palestinese", dice Michele Giorgio, giornalista de Il Manifesto di base a Gerusalemme ai microfoni di SBS Italian.
Personalmente non credo che alla fine Hamas dirà di sì
Intanto sullo sfondo di quanto accade sul campo alla popolazione civile e all'azione diplomatica, nelle ore scorse c'è stato anche l'epilogo della missione della Global Sumud Flottilla.

"Come ampiamente previsto, la marina israeliana si è ben organizzata e, con le sue motovedette e impiegando reparti speciali da combattimento, ha preso il controllo di tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e ha arrestato tutti i passeggeri", racconta Giorgio.
Gli attivisti si trovano di fronte a due possibilità: firmare una dichiarazione in cui si assumono la responsabilità di essere entrati illegalmente nelle acque sotto il controllo di Israele e poi essere espulsi, o, in caso contrario, scatterebbe la detenzione e un processo.
Le vicende della Flotilla hanno avuto particolare eco in Italia dove si prevede per la giornata di oggi uno sciopero nazionale indetto dai sindacati.
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