Italia e Australia si preparano alla fine dell'anno, con a Roma una maratona che porterà all'approvazione della Finanziaria, mentre in Australia la Banca centrale ha segnalato che è troppo presto per escludere un ulteriore taglio dei tassi. Il punto di Max Tani.
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In Italia la fine dell'anno non significa soltanto frenesia pre-natalizia: l'appuntamento che contraddistingue il dicembre della politica del Bel Paese è senz'altro il valzer degli emendamenti che precede l'approvazione della legge Finanziaria.
Anche quest'anno il numero delle proposte di modifica si è fatto rispettare, rasentando la cifra tonda di seimila (5.742 per l'esattezza).
Tra queste vi è la proposta di Fratelli d'Italia di riaprire il condono edilizio del lontano 2003, quando a Palazzo Chigi c'era Silvio Berlusconi: la nomenklatura del partito di Giorgia Meloni, però, ha subito precisato che non si tratta di un condono edilizio ma di una sanatoria per vecchie pendenze.
Le opposizioni invece si sono unite su 16 proposte, dal salario minimo alla stabilizzazione dei precari di scuola, sanità e giustizia.
"È più una sanatoria che un condono", ha commentato il professor Massimiliano Tani, professore della UNSW di Canberra.
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Tani ha anche parlato dei verbali dell'ultima riunione del consiglio direttivo della Reserve bank of Australia tenutasi il giorno della Melbourne Cup, in cui il tasso di interesse è stato mantenuto al 3,6%.
Nei verbali si dice però anche che probabilmente sarà necessario un aumento della disoccupazione affinché i tassi possano scendere ulteriormente.
Che 2026 ci attende con queste premesse?
"Stiamo ancora vivendo un periodo di incertezza, nonostante le cose in Australia non vadano poi malissimo. Le banche non è che ti diano credito con troppa facilità, per cui si viaggia sempre un po' così a vista guardando non molto oltre il proprio naso", commenta Tani.
"Speriamo cambi qualcosa il prossimo anno", aggiunge.
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