Watch FIFA World Cup 2026™

LIVE, FREE and EXCLUSIVE

Australia, il paradosso del gas

TORRENS ISLAND POWER STATION

Un'immagine dell'impianto di Torrens Island, vicino ad Adelaide, chiuso nel 2023 dopo oltre 50 anni di attività Credit: MATT TURNER/AAPIMAGE

Perché il Paese è uno dei maggiori esportatori di gas al mondo ma il costo dell'energia e delle bollette continua ad aumentare per milioni di famiglie? Ne parliamo con il professor Max Tani, con il quale affrontiamo anche il tema del costo del denaro.


Published

Updated

By Dario Castaldo, Carlo Oreglia

Presented by Dario Castaldo

Source: SBS


Share this with family and friends


Perché il Paese è uno dei maggiori esportatori di gas al mondo ma il costo dell'energia e delle bollette continua ad aumentare per milioni di famiglie? Ne parliamo con il professor Max Tani, con il quale affrontiamo anche il tema del costo del denaro.


Scopri altri nostri podcast cliccando qui.

L’Australia è uno dei maggiori esportatori di gas al mondo, eppure milioni di famiglie pagano bollette sempre più care. Al riguardo, preoccupa anche la decisione dell'esecutivo Albanese di non prorogare i sussidi governativi per calmierare i prezzi, e quindi la sensazione che l'aumento dei costi dell'energia possa innescare una nuova spirale inflazionistica.

Negli ultimi tre anni, le tariffe elettriche sono già salite di oltre il 30% in Queensland e in New South Wales, del 25% in Western Australia e del 20% in Victoria. Alla radice del problema c’è una scelta industriale dell'azienda Santos, che 10 anni fa decise di raddoppiare le sue esportazioni, nonostante avesse riserve insufficienti.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'analisi del professor Massimiliano Tani

RBA RATE DECISION
Michele Bullock, governatrice della Reserve Bank of Australia, nell'ultima conferenza dell'anno Source: AAP / DAN HIMBRECHTS/AAPIMAGE

Di fronte alla carenza di gas, la Santos iniziò a drenare il mercato interno, creando il paradosso attuale: vendere all’estero anche la porzione di gas destinata agli australiani, tanto che talvolta il gas “australiano” costa meno fuori dai confini nazionali che in patria.

Che cosa intende fare il governo per correggere questa deformazione del sistema, mentre la domanda cresce più della capacità produttiva, e i risultati si riflettono sulle bollette? Intervenire sul lato dell’offerta è difficile e lento; intervenire sulle esportazioni implica scontrarsi con colossi energetici che generano miliardi di entrate fiscali.

In questo scenario, non incentivare l'uso delle energie rinnovabili significa darsi la zappa sui piedi
Massimiliano Tani

"A differenza degli Stati Uniti, l'Australia non gode di un'autonomia e di una credibilità internazionali sufficienti. Quel che il governo potrebbe fare sarebbe introdurre una tassa sulle esportazioni di gas, con i cui profitti potrebbe finanziare la riduzione delle tariffe", spiega Massimiliano Tani, professore di finanza dell'Università del NSW di Canberra.

Intanto la Reserve Bank, riunitasi per l’ultima volta nel 2025, ha deciso di non toccare i tassi, fermi al 3,6%. Ma l’inflazione — risalita al 3,8% negli ultimi mesi — ha costretto la Banca a interrompere la politica espansionistica e lascia presagire aumenti del prezzo del denaro nei prossimi mesi.

Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. 

Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.


Latest podcast episodes

Follow SBS Italian

Download our apps

Listen to our podcasts

Get the latest with our exclusive in-language podcasts on your favourite podcast apps.

Watch on SBS

SBS Italian News

Watch it onDemand

Stream now