Minie Minarelli, scrittrice, cantante, attrice e performance coach di origine italiana residente a Sydney, ha cominciato a sospettare solo una volta diventata madre di avere sintomi di ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (che in genere emerge durante l'infanzia o l'adolescenza). Tuttavia, il cammino verso una diagnosi definitiva è stato lungo e complesso.
"Tutto è iniziato perche ho preso informazioni sulla neurodivergenza grazie alla sindrome di mia figlia, che potrebbe portare comportamenti simili all'autismo", spiega Minarelli al microfono di SBS Italian.
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervista
Informandosi sull'argomento, Minie ha cominciato a riconoscere in sé alcuni tratti tipici del disturbo da deficit di attenzione e iperattività: "uno dietro l'altro sono arrivata a ventisette potenziali segni di ADHD", racconta.
Tra questi cita la difficoltà ad essere in una folla, ma anche il cosiddetto hyperfocus.
“Potrebbe esserci un bombardamento, ma se io sono concentrata su una cosa mi perdo completamente nei miei pensieri e non mi accorgo di quello che mi succede intorno”, spiega Minie.
“Con l'ADHD è come avere dieci pensieri che ti arrivano nella mente tutti insieme, quindi dieci voci diverse che ti dicono dieci cose diverse mentre stai cercando di combinarne almeno una”, racconta ancora l'autrice.
Ripensando alla giovinezza e alla propria esperienza scolastica ricorda: "C'era sempre questa ambivalenza, che in certe cose ero assolutamente brillante e poi incespicavo nelle cose più banali, e mi sentivo stupida".
Con grande sincerità, Minie condivide nel libro il suo percorso, dimostrando come la consapevolezza possa aprire nuove vie verso la comprensione e l’accettazione di sé.
Ma Minarelli sottolinea anche l'importanza di rivolgersi a un professionista qualificato per ricevere una diagnosi attendibile, come ha fatto lei stessa.
Ci saranno degli step e un progresso da seguire, ma ci puoi arrivare.Mini Minarelli.
Il suo libro "Ah, ecco cos'è. Come una diagnosi tardiva di ADHD ha cambiato la mia vita e potrebbe cambiare la tua", spiega, è un invito a esplorare il mondo dell’ADHD non solo come una difficoltà, ma anche come un’opportunità per scoprire e abbracciare la propria unicità.
"Puoi essere chiunque tu vuoi se hai gli strumenti giusti in mano".












