C'è grande attesa per il discorso che il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, terrà domani pomeriggio, venerdì 3 novembre, durante una cerimonia di commemorazione “in onore dei martiri caduti in difesa di Gaza”.
Come annunciato dalla tv libanese Al-Manar, controllata dal movimento sciita, l’intervento del leader del Partito di Dio è previsto alle 15, ora di Beirut (le 23 sulla Costa est australiana).
Secondo il giornalista Michele Giorgio, che si trova al momento vicino al confine tra Israele e Libano, "la situazione è tale che tutto va preso con le molle. Ad oggi, tutte le opzioni sono possibili, anche se Israele ha da sempre sostenuto che, qualora Hezbollah decidesse di entrare nel conflitto, riterrebbe responsabile il Libano tutto".
Israele potrebbe spazzare via mezzo Libano se Hezbollah decidesse di entrare a fianco di Hamas.Michele Giorgio
Nel frattempo, l'apertura del valico di Rafah ha consentito a stranieri e feriti di uscire da Gaza, e a camion umanitari di entrare.
Secondo Giorgio, però, "la situazione è così drammatica che i camion non sono sufficienti, e il veto di Tel Aviv alla fornitura di carburante nella Striscia metterà in ginocchio tutto il sistema ospedaliero di Gaza".
Clicca sul tasto "Play" in alto per ascoltare l'intervento di Michele Giorgio
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza degli Stati membri durante una votazione nel 2018.
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