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Liberato (ma non scagionato) Patrick Zaki

Patrick George Zaki hugging his sister after his release, outside the police station in Nile Delta city of Mansoura, Egypt, Wednesday, Dec. 8, 2021.

Patrick George Zaki hugging his sister after his release, outside the police station in Nile Delta city of Mansoura, Egypt, Wednesday, Dec. 8, 2021. Source: AAP Image/EIPR via AP

Lo studente egiziano dell'Università di Bologna era in carcere a Mansura dal febbraio 2020. La sua scarcerazione è una notizia positiva che tuttavia non mette la parola fine alla vicenda giudiziaria di Zaki.


"Voglio dire molte grazie agli italiani, a Bologna, all'Università, ai miei colleghi, a chiunque mi abbia sostenuto", ha dichiarato Zaki parlando con l'ANSA dopo il rilascio.

Zaki era da oltre un anno e mezzo in carcerazione preventiva, con le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo.


Punti chiave

  • Patrick Zaki è stato arrestato nel febbraio 2020 quando si è recato in Egitto per fare visita alla sua famiglia
  • Appena uscito dal commissariato Patrick Zaki ha abbracciato la sorella
  • La sua detenzione ha suscitato mobilitazioni da parte della società civile e della politica italiana

La vicenda è stata seguita con attenzione dall'Italia, dove dal momento dell'arresto, nel febbraio 2020, si è sviluppata una vera e propria campagna a favore del trentenne, a cui numerosi comuni hanno conferito la cittadinanza onoraria.

Ma nonostante il sollievo per la notizia della scarcerazione, restano ancora dubbi sul futuro di Zaki, che non è stato assolto dalle accuse e a febbraio dovrà comparire in tribunale.

Ascolta l'intervista a Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente per il Manifesto e direttore di Pagine Esteri, rivista online di approfondimento politico e culturale.

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