L’industria mineraria australiana è davvero in crisi?

BHP RIO TINTO BLUESCOPE PORT KEMBLA
Acciaio fuso prodotto nell’impianto BOS dell’acciaieria BlueScope di Port Kembla, a Wollongong. BHP, Rio Tinto e BlueScope hanno avviato una collaborazione, la prima del suo genere in Australia, volta ad accelerare la produzione di acciaio a zero emissioni nette utilizzando minerale di ferro proveniente dal Pilbara. Credit: DEAN LEWINS/AAPIMAGE

I giganti del settore minerario chiedono al governo di non aumentare le tasse. Secondo il professore di Finanza Massimiliano Tani, "sarebbe auspicabile che il governo cambiasse il paradigma dell’industria mineraria australiana, al momento orientata quasi esclusivamente verso i mercati esteri".


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By Massimiliano Tani, Massimiliano Gugole, Carlo Oreglia

Presented by Andrea Pagani

Source: SBS / DEAN LEWINS/AAPIMAGE


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I giganti del settore minerario chiedono al governo di non aumentare le tasse. Secondo il professore di Finanza Massimiliano Tani, "sarebbe auspicabile che il governo cambiasse il paradigma dell’industria mineraria australiana, al momento orientata quasi esclusivamente verso i mercati esteri".


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Secondo un rapporto di EY-Parthenon commissionato dal Minerals Council of Australia, il gettito complessivo derivante dalle imposte societarie e dalle royalties versate dal settore minerario sarebbe diminuito di quasi 25 miliardi di dollari nell’arco di due anni, passando dai 73,8 miliardi del 2022-23 ai 48,9 miliardi del 2024-25.

Attraverso il quotidiano The Australian, il settore ha criticato l’ipotesi che il governo stia valutando nuove forme di tassazione, in un momento che, secondo le compagnie minerarie, sarebbe già particolarmente difficile.

"Effettivamente, l’industria mineraria non sta attraversando il suo momento più florido", ha spiegato il professore di Finanza della UNSW Massimiliano Tani.

"I prezzi di alcune materie prime vendute sono diminuiti, mentre sono aumentati i costi dei macchinari e di altri fattori produttivi. Di conseguenza, i profitti si riducono perché aumentano i costi e calano i ricavi".

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"C’è però un altro aspetto da considerare: queste industrie beneficiano di condizioni particolari in diversi ambiti, come quello dei costi del carburante. Le royalties sono elevate, ma il settore minerario trarrebbe davvero vantaggio dall’essere equiparato alle altre industrie?", si chiede Tani.

Mi auguro che il governo prenda al balzo l'occasione data dal settore minerario che gli dice: 'Non tassarmi di più!' per passare da un'economia che scava e vende, a una che scava, magari costruisce qua in Australia e poi esporta.
Massimiliano Tani

Tani si è soffermato anche sulla lenta crescita dell’economia australiana, prevista da ANZ all’1,1 per cento quest’anno e all’1,6 per cento il prossimo anno.

"Guardiamo il bicchiere mezzo pieno", ha osservato Tani. "In un momento storico come questo, registrare comunque una crescita non è poi così negativo. È un po’ come durante un viaggio aereo: superata la perturbazione, possiamo nuovamente alzarci".

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