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Lingua più bella: Amanda Kennedy, da studente di italiano a insegnante

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Amanda Kennedy a Cividale del Friuli, in Italia, durante il progetto StuditaliA. Amanda indossa la sua maglietta TradeMutt, che, dice, è un ottimo spunto per iniziare una conversazione sulla salute mentale sia in italiano che in inglese. Credit: courtesy of Amanda Kennedy

La nostra rubrica dedicata a chi ama e studia la nostra lingua ci porta a Brisbane, a conoscere un'italofila diventata insegnante di italiano, lingua che tiene in allenamento anche attraverso lo yoga.


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By Magica Fossati

Source: SBS


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La nostra rubrica dedicata a chi ama e studia la nostra lingua ci porta a Brisbane, a conoscere un'italofila diventata insegnante di italiano, lingua che tiene in allenamento anche attraverso lo yoga.


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Amanda ha iniziato a studiare l'italiano quando era giovanissima. "Ho studiato per qualche mese prima a distanza, perché io vengo da un piccolissimo paese in Australia e quindi non è che c'era una classe di italiano", ricorda al microfono di SBS Italian.

"Ero da sola che studiavo in una biblioteca con delle cassette e dovevo chiamare una volta alla settimana la mia professoressa di italiano".

A 16 anni è partita per uno scambio a Padula, in Campania, dove è stata ospite di una famiglia italiana.

Il vero punto di svolta è stato quando ho vissuto un anno in Italia come studentessa di scambio e lì mi sono innamorata non solo della lingua, ma anche delle persone e dello stile di vita
Amanda Kennedy

"Per me era molto importante riuscire a capire, partecipare e sentirmi parte della famiglia. È stata una motivazione molto forte", ricorda Kennedy, che successivamente negli anni universitari, ha anche trascorso un anno sabbatico in Italia.

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Amanda con studenti e studentesse di StuditaliA sul Ponte del Diavolo, gennaio 2026. Credit: courtesy of Amanda Kennedy

La sua passione per la nostra lingua l'ha portata a diventare insegnante di italiano. "Adesso insegno a Kelvin Grove State College, è una scuola statale molto grande e in centro a Brisbane", racconta.

Recentemente Amanda ha accompagnato un gruppo di studenti e studentesse in Italia, nell'ambito del progetto Italy: StuditaliA Prize, premio conferito ogni anno dal Dipartimento per l'Istruzione Internazionale, in collaborazione con il Consolato d'Italia a Brisbane e la comunità italiana.

"Questo premio permette agli studenti di vivere la lingua in un modo autentico, non solo in classe, ma anche la vita quotidiana", racconta Amanda.

Ho dei ricordi bellissimi di quell'anno all'estero
Amanda Kennedy

Ora Amanda trasmette la sua forte motivazione per l'apprendimento dell'italiano a studenti e studentesse. Ricordando gli inizi della sua esperienza, ricorda di essersi trovata in difficoltà "perché molto spesso mi piace più ascoltare gli altri invece di parlare", riflette.

"Ero una persona molto timida prima e piano piano ho imparato a essere più estroversa".

Ora oltre a far pratica di italiano insegnandolo, leggendo, ascoltando musica e podcast, ha trovato un altro modo per esporsi alla nostra lingua. "Pratico yoga e ascolto le istruzioni in italiano", racconta.

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Amanda a Brisbane, pronta per la cerimonia di premiazione degli StuditaliA a dicembre 2025. Credit: courtesy of Amanda Kennedy

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La lingua più bella del mondo.

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State ascoltando un podcast di SBS in italiano, io sono Magica Fossati. Oggi la nostra ospite della rubrica dedicata a chi studia e ama la lingua italiana, è Amanda Kennedy che è al telefono con me dal Queensland. Buongiorno, ciao Amanda.

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Buongiorno, buongiorno, grazie mille per l'invito, è un grande piacere essere qui.

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allora Anticipiamo che tu parli molto bene l'italiano, quello l'abbiamo già capito.

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Ma sei anche un insegnante di italiano, e hai un nome e cognome che, oddio Amanda potrebbe anche essere italiano, però Kennedy direi proprio di no. Hai origini italiane?

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No, non ho origini italiane. Kennedy è il cognome del mio marito e sono sposata da qualche anno e quindi ho preso il nome del mio marito e mi piace molto questo nome perché quando ho viaggiato in Italia

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sembra un nome che ha un po' di potere, perché gli italiani sanno che non sono italiana, però non sanno che conosco la cultura italiana e che ho viaggiato tanto in Italia.

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Possono pensare che magari tu sia parente del presidente Kennedy. Chi lo sa?

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Sì sì, qualche volta mi chiedono però subito spiego che è il mio è il nome, cognome del mio marito.

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Amanda, quando hai cominciato a studiare la lingua italiana e per quale motivo?

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allora Ho s- cominciato a studiare l'italiano quando avevo 16 anni.

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E nel 2003 e quindi il vero punto di svolta è stato quando ho vissuto un anno in Italia come studentessa di scambio e lì mi sono innamorata non solo della lingua, ma anche delle persone e dello stile di vita. Vivevo con tre sorelle ospitanti molto vivaci, e

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um con una madre e padre ospitanti e per me era molto importante riuscire a capire, partecipare e sentirmi parte della famiglia. È stata una motivazione molto forte.

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Immagino, ma sei arrivata che avevi già imparato un pochino di italiano?

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Allora ho studiato per qualche mese prima a distanza, perché io vengo da un piccolissimo paese in Australia e quindi non è che c'era una classe di italiano. Ero da sola che studiavo in una biblioteca con delle cassette e dovevo chiamare una volta alla settimana la mia professoressa di italiano.

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Però devo dire che non ero una studentessa molto brava e quando sono arrivata in Italia sapevo forse contare fino a 10.

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um Riuscivo a dire mi chiamo Amanda, e poi forse "dov'è il bagno?". Sono arrivata senza la grammatica, e in un periodo direi un po' triste,

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perché avevo appena perso la mia zia, e quindi è stato un un periodo molto dura, direi. Però, piano piano ogni giorno ho cercato di portare in giro il mio vocabolario, seguivo i discorsi della famiglia e dei miei compagni di classe,

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e sono riuscita ad avere una bellissima esperienza.

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Quanti anni avevi e in che parte dell'Italia sei finita?

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Allora avevo solo 16 anni sono finita in un piccolissimo paese. Si chiama Padula,

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dove c'è la Certosa, in Campania.

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Quindi un'esperienza molto diversa, immagino uno shock culturale anche. Quand'è che hai cominciato a pensare: "sto capendo sempre di più, piano piano ce la sto facendo"?

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allora Dopo forse tre mesi, c'era un un punto forse in piazza con le le sorelle,

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Dove ho pensato "Ah, sì, sì, sono riuscita a capire di che cosa stanno parlando", oppure forse capivo qualcosa che mia madre ospitante, mi diceva. Forse c'era una volta che,

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Non ho portato in giro il mio vocabolario verde nella mia borsetta e credevo di capire e di sapere tutto. Però adesso mi rendo conto che non ero ancora molto brava.

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allora Padula tra l'altro è un posto veramente piccino che si trova in Campania. Come era la cultura per te che arrivavi dall'Australia, com'è stato l'approccio proprio con le persone, con il modo di stare insieme?

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Devo dire che sono stata molto fortunata con questa famiglia. Sono arrivata e la sorella più grande, doveva cominciare all'università subito. Le altre due,

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volevano imparare l'inglese. Però alla fine io ero molto... adesso che capisco la parola, testarda, voglio dire che sono stata molto testarda e io ero lì per imparare l'italiano e fare un'esperienza. Le ragazze sono state sempre molto gentili con me e avevo una mamma brava che cucinava quasi ogni giorno a

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pranzo e il padre andava fuori a lavorare e tornava la sera e mi chiedeva molto spesso: "ma che cosa si mangia in Australia?". E io che non ero abituata a parlare sempre del cibo, non sapevo neanche di scrivere quello che abbiamo mangiato a pranzo. Quindi ho imparato a rispondere alle domande tipo: come stai? Che cosa hai mangiato?

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che tutti mi chiedevano. E sì, sono stata io adesso ho dei ricordi bellissimi di quell'anno all'estero.

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Stiamo parlando con Amanda Kennedy che appunto ci racconta la sua storia d'amore con l'italiano, è iniziata molto presto a 16 anni. Quando sei tornata in Australia hai continuato a studiare la nostra lingua?

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Sì, ho fatto le superiori, um ho fatto HSC in Australia.

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È andato tutto bene. Poi ho fatto un anno sabbatico, e ho viaggiato di nuovo um per un po' in Italia con la mia amica Marta, e poi ho studiato all'Università di Griffith, e adesso ho il sostegno dell'Italian Language Center, qui a Brisbane, che sono molto bravi, e sì, ho sempre continuato di studiare l'italiano

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durante questi anni.

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E sei diventata poi un'insegnante di lingua italiana, dove lo insegni? Sì,

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adesso insegno a Kelvin Grove State College. Quindi è una scuola statale molto grande e in centro a Brisbane.

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Fantastico.

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Devo dire che avere un'insegnante come te che insegna una lingua straniera e l'hai imparata anche lei da zero deve essere una cosa che motiva tantissimo. I tuoi studenti e le tue studentesse prendono esempio dal tuo entusiasmo?

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Sì, perché anche adesso capisco perché certe cose non [le] capiscono, tipo la grammatica è difficile e dico

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sempre che se io come una ragazza australiana che non ho genitori, parenti italiani, se posso studiare l'italiano e parlare così, anche voi potete imparare l'italiano, o se non l'italiano anche un'altra lingua. Ma per me l'italiano è la mia lingua preferita, e così

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voglio pensare che posso dare ispirazione ai miei studenti.

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E sono sicura che tu lo stia facendo perché sei, tra l'altro vincitrice di un recente premio StudiAItalia, un'iniziativa che esiste in Queensland, che ogni anno premia degli studenti, delle studentesse, eccezionalmente bravi nell'imparare l'italiano...

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Mamma mia, ma quanti sono stati bravi questi ragazzi che ho portato in Italia.

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Ecco, tu hai vinto come chaperone, giusto? Quindi l'accompagnavi?

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Sì, quindi ho fatto StudiAItalia come l'accompagnatrice.

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um Questo premio permette ai agli studenti di vivere la lingua in un modo autentico, non solo in classe, ma anche la vita quotidiana, cioè gli studenti dovevano andare a scuola ogni mattina e poi pranzavamo insieme al convitto,

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E il pomeriggio i ragazzi potevano fare, non quello che volevano, però s- abbiamo fatto delle esperienze. Per esempio una ragazza si è iscritta in palestra,

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Un altro è andato dalla parrucchiera e poi siamo andati, a manda- a spedire una lettera, um in Australia e ha mandato delle cartoline alla sua ragazza, e è stato bellissimo accompagnare questi studenti così bravi, che hanno mostrato agli italiani,

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um che i i ragazzi australiani sono intelligenti e, sì, ero sempre fiera [di] andare in giro con loro.

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Eravate appunto tra l'altro in un convitto, l'hai citato prima, a Cividale del Friuli, vero?

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Giusto, giusto.

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In provincia di Udine. Senti, Amanda, tanti e tante che stanno ascoltando si staranno chiedendo: ma come ha fatto a imparare l'italiano così bene?

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Raccontaci se ci sono anche state alcune difficoltà, magari la cosa più difficile che hai dovuto imparare.

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All'inizio era difficile capire, non solo capire, ma proprio seguire i discorsi, perché forse i ragazzi della mia età facevano discorsi diversi e quindi seguire le conversazioni era difficile.

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E poi mi sono trovata in difficoltà perché molto spesso mi piace più ascoltare gli altri invece di parlare.

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E quindi qualche volta è difficile parlare con gli italiani, perché sono così affettuosi e calorosi e non c'è un buco in mezzo dove puoi dire qualcosa perché ti ti vogliono così bene e sì, trovare il posto, il il momento.

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giusto per dire qualcosa. Quindi ero una persona molto timida prima e piano piano ho imparato a essere più estroversa, diciamo.

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Ti abbiamo fatto uscire dal guscio, come si dice in questo modo di dire bellissimo.

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Amanda, e invece adesso come fai a tenerti allenata? Chiaramente insegni l'italiano, quindi per forza di cose lo devi fare, però, non so, magari ascolti ancora musica, leggi dei libri?

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Aiuta tantissimo.

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E poi leggo libri in italiano, ogni volta che vado in Italia compro qualche libro, quindi i libri di Fabio Volo, li trovo abbastanza facili da leggere, ascolto podcast come SBS, ascolto la musica, ma una cosa al-, un'altra cosa che faccio è che pratico yoga,

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E ascolto le istruzioni in italiano. Ah, wow. È anche un altro momento, dove posso rilassarmi e pensare in italiano. Poi dopo che pratico yoga, quindi i miei pensieri continuano ad essere in italiano. Quindi trovare momenti così.

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E così mi... mi alleno ogni tanto se non ogni giorno, ogni... almeno settimana. Però parlo con i miei studenti in italiano, non per tutto il tempo, però posso praticare l'italiano ogni giorno.

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Complimenti, si sente che sei veramente bravissima e sono sicura che contagierai tanti studenti e studentesse che magari si sentiranno più motivati a imparare l'italiano.

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Per concludere spesso facciamo questa domanda ai nostri ospiti, sulla tua espressione o parola italiana preferita.

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La mia direi che è magari, perché ha tanti significati diversi ed è molto espressiva e se non magari forse,

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dai, perché cambia completamente a seconda di come lo dici, è proprio tipico anche della comunicazione italiana.

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E qualcuno dirà: magari potessi parlare come lei in italiano!

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Sì, grazie.

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Amanda, è stato un piacere conoscerti, complimenti, congratulazioni e continua così. Grazie mille.

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