Come se l'è cavata Christopher Nolan nella gestione di una storia complessa come quella tracciata da Omero per il ritorno di Ulisse?
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È nelle sale di tutto il mondo in questi giorni “Odissea” (The Odyssey), il film di Christopher Nolan che sta segnando indubbiamente l’annata cinematografica.
Destinato ad entrare tra i pochissimi film della storia ad incassare oltre un miliardo di dollari, l’Odissea di Nolan non è solo un grandissimo successo commerciale, ma anche un’impresa produttiva e tecnica unica nel suo genere, ed un’opera a cui la critica ha tributato elogi quasi unanimi.
Gaetana Pellegrini, docente di greco antico all'Università di Melbourne, lo ritiene un film "bellissimo", basato su "una storia in cui tutti ci possiamo identificare: la storia di un viaggio, un viaggio di ritorno a casa, che poi è un ritorno a casa metaforico, un ritorno a quello che siamo veramente".
Nolan è stato geniale perché è riuscito a mantenere il testo tantissimo, con riferimenti di profondità, ma mantenendo tutto per il grande pubblico. Non è facile, non è un equilibrio semplice da mantenere.Gaetana Pellegrini, docente di greco antico all'Università di Melbourne
Pellegrini racconta dell'entusiasmo dei suoi studenti, quando, ad inizio semestre, il suo corso è iniziato proprio dall'Odissea, "ogni studente aveva un'opinione, quindi ci siamo divertiti tantissimo a parlarne".
Secondo la docente, i numeri degli studenti interessati alle lingue antiche, e al greco in particolare, stanno aumentando, ed il successo del film di Nolan non potrà che dare un'ulteriore spinta in questa direzione.
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