Nel cuore dell’Italia, nella provincia di Macerata, c’è un’associazione che da quasi un decennio lavora per trasformare un’utopia in un obiettivo concreto.
Si chiama Marche a Rifiuti Zero e nasce nel 2015 come rete di comitati locali, con una missione chiara: promuovere la strategia internazionale zero waste e portare nella pratica quotidiana un modello di sostenibilità avanzata.
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"L'associazione nasce nel 2015 raccogliendo esperienze di comitati di diverse organizzazioni della provincia di Macerata. L'idea era quella di investire del tempo per raggiungere gli obiettivi rifiuti-zero della strategia internazionale", spiega Daniele Antonozzi, presidente dell’associazione.
La strategia Rifiuti Zero è nata negli Stati Uniti ed è arrivata in Italia grazie all’impegno di Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize (conosciuto come Nobel alternativo per l’ambiente).
Si basa su dieci passi fondamentali, tra cui ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare. Il principio cardine è quello di evitare del tutto l’incenerimento e limitare il più possibile il ricorso alle discariche, favorendo invece un ciclo dei rifiuti fondato sulla qualità della raccolta e sul reinserimento delle materie prime nel ciclo produttivo.
"Le Marche sono una regione abbastanza virtuosa e abbiamo circa il 70% di raccolta differenziata. Quello che manca e che bisogna incrementare è la qualità", sottolinea Antonozzi.
La responsabilità, secondo Antonozzi, parte dalla progettazione dei prodotti. Se un oggetto non è pensato per essere recuperato, il problema nasce già prima del consumo.




