A quasi due settimane dal suo insediamento a Palazzo Chigi, la neoeletta Premier Giorgia Meloni si è recata a Bruxelles per incontrare alcune delle più alte cariche dell'Unione Europea.
Un'occasione per il nuovo governo di mettere in chiaro quali saranno le priorità in campo europeo, ma anche un'opportunia per Giorgia Meloni di fare il suo ingresso in Europa e dare legittimità al nuovo esecutivo.
"Ho voluto organizzare qui a Bruxelles la prima visita istituzionale del governo per dare il segnale di una Italia che vuole partecipare, collaborare e difendere l'interesse nazionale dentro alla dimensione Ue insieme agli altri Paesi", ha detto Meloni.
Le questioni in discussione sono state soprattutto legate al tetto sul prezzo del gas, ovvero dossier collegati alla situazione di conflitto in Ucraina e che hanno ricadute sull’approviggionamento energetico in Europa, e la questione migranti come spiega il giornalista Carlo Fusi in collegamento da Roma ai microfoni di SBS Italian.
Fusi è stato recentemente nominato responsabile della comunicaizone della Fondazione Leonardo.
“È stata] una visita di sapore squisitamente politico — ovvero è servita alla Meloni per presentarsi, per avviare un’interlocuzione con le rappresentanze europee dal momento che c’era stata preoccupazione sulle posizioni anti-europeiste della Premier da parte di alcuni componenti della maggioranza," ha dichiarato Fusi.
In passato la Meloni si è definita atlantista ma sul rapporto con l’Europa ha espresso in passato criticità, stavolta invece il dialogo è stato franco ed è servito a Bruxelles a capire con chi hanno a che fare”, ha aggiunto.
“Non siamo dei marziani, siamo persone in carne e ossa e mi pare che dall’altra parte ci fossero persone che avevano voglia di ascoltare”, ha dichiarato la Premier a Bruxelles.
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