Le elezioni amministrative tenutesi in Italia negli scorsi giorni avevano forte valenza politica, spiega Carlo Fusi, per la vicinanza al referendum di marzo e in vista delle politiche del 2027. Nel frattempo, dall’Assemblea di Confindustria, Giorgia Meloni attacca l’UE.
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Il 24 e 25 maggio si sono tenute le elezioni amministrative in circa 750 comuni italiani, "un test molto atteso dalle forze politiche perché rappresentava il primo voto dopo il referendum, andato male per le forze di governo", spiega il giornalista Carlo Fusi.
Il risultato complessivo è stato un po’ un pareggio tra centrodestra e centrosinistra. Però si può dire che la maggioranza abbia vinto ai punti.Carlo Fusi, giornalista e corrispondente di SBS Italian da Roma
Fusi spiega che "il voto ha confermato che il governo è in difficoltà soprattutto sotto il profilo economico, ma non c’è alcun segnale di una catastrofe in termini di consenso".
"Dall’altra parte, il campo largo, che ha ottenuto qualche successo qua e là, deve ancora dimostrare di essere davvero in grado di competere alle elezioni politiche del prossimo anno", prosegue Fusi.
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Nel frattempo, il 26 maggio, la premier Giorgia Meloni ha tenuto un atteso discorso all’Assemblea di Confindustria, durante il quale "ha attaccato l’UE, dicendo che deve fare meno e meglio", spiega Fusi.
"Questo non è un bel segnale, perché l’Europa deve affrontare questioni importanti e, se parte un attacco nei confronti di Bruxelles, l’Italia rischia di trovarsi isolata", aggiunge il giornalista da Roma.
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