La situazione al confine tra Russia e Bielorussia si sta facendo sempre più tesa. Gruppi per la difesa dei diritti umani hanno lanciato l'allarme sulle condizioni in cui versano uomini, donne e bambini, e intanto si accendono i toni tra i governi dei due Paesi confinanti.
Punti chiave
- Il numero di migranti bloccati al confine tra Bielorussia e Polonia è in continua crescita
- Il presidente bielorusso Lukashenko ha affermato di non aver alcuna intenzione di limitare il passaggio dei migranti nel suo Paese
- La Polonia ha dispiegato ingenti forze al confine per prevenire il passaggio dei migranti all'interno del territorio dell'Unione Europea
Da mesi l’Unione Europea accusa il presidente della Bielorussia Lukashenko di aver innescato ad arte una nuova crisi di migranti.
Mentre prima la rotta prediletta passava per il Mediterraneo, i rifugiati, facilitati secondo le accuse dalla politica di Lukashenko, hanno deciso di prendere invece la via del Caucaso, tendando di entrare in Europa tramite il confine tra Bielorussia e Polonia.
La Polonia non sembra voler cedere alle richieste dei gruppi umanitari, ed invece di provvedere con aiuti ha deciso di erigere muri di filo spinato e dispiegare ingenti forze di polizia al confine al fine di prevenire il passaggio del confine da parte dei rifugiati.
Per approfondire, potete riascoltare il contributo del nostro corrispondente da Mosca Giuseppe D'Amato qui:
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