L'AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha aperto nel 2006 un ufficio in Senegal, Paese centrale per la stabilità democratica in Africa occidentale.
L'Agenzia è presente anche in altri Paesi africani ma, ci ha spiegato Marco Falcone, direttore della sede a Dakar, "il Senegal è tra i più importanti a livello strategico e tra i maggiori beneficiari dell'aiuto pubblico allo sviluppo della cooperazione italiana. L'altro è il Mali".
Il lavoro dell'AICS segue quattro direzioni: sviluppo rurale e gestione delle risorse naturali, sviluppo umano ed istruzione, occupazione e formazione professionale e, più recentemente, la questione ambientale.

L'Italia viene considerata uno dei principali donatori in termini di presenza sul territorio e continuità dei contributi offerti. Il Paese dà infatti una particolare importanza a quest'area geografica, per due motivi che sono strettamente connessi tra loro: i flussi migratori e l'instabilità sociale che è spesso dovuta alla carenza di occupazione soprattutto giovanile.
Falcone ha spiegato che grazie al contributo dell'Unione Europea, a quello del governo senegalese e delle associazioni locali è stato avviato "un progetto chiamato PASPED, che produce assistenza sanitaria e tecnica per lo sviluppo di piccole e medie imprese senegalesi per cercare di abbassare la migrazione irregolare e dare supporto ai giovani".
Tra gli obiettivi c'è quello di creare opportunità lavorartive che possano invogliare i giovani senegalesi a rimanere in Patria o a farvi ritorno.
Il progetto è stato molto apprezzato e preso ad esempio anche da altri Paesi, spiega Falcone, "proprio per una metodologia innovativa e dagli ottimi risultati".
Per quanto riguarda il Mali, la presenza dell' AICS si concentra principalmente nel settore dell'emergenza. Falcone ha raccontato che si portano avanti diverse "iniziative che vogliono migliorare le condizioni di vita di queste popolazioni vulnerabili, per mitigare gli effetti dell'emergenza umanitaria, ma anche spingere su delle attività di sviluppo" che possano creare impiego e offrire lavoro.
Altro settore cruciale d'intervento è quello dell'educazione. "Per far crescere un Paese bisogna avere dei cittadini che abbiano almeno un minimo di educazione, e la scuola è molto importante", ha detto Falcone.
Esiste inoltre un progetto per promuovere in Senegal la partecipazione e l'uguaglianza dei diritti scolastici per bambine e bambini che vivono con disabilità.
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