Mentre i negoziati restano in stallo, Teheran lancia missili contro Israele, riaprendo un fronte che si aggiunge a quelli già aperti in Libano e nella Striscia di Gaza.
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Rischio escalation in Medio Oriente, in seguito al lancio di missili verso il nord di Israele da parte dell'Iran, nel primo attacco dall’annuncio del cessate il fuoco di inizio aprile.
"La Guardia Rivoluzionaria ha dichiarato di aver lanciato questi missili in risposta all'attacco compiuto da Israele a Beirut", spiega il giornalista Michele Giorgio, in collegamento da Gerusalemme.
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"Israele, a sua volta, afferma di aver colpito la capitale libanese, dopo che il Libano si era impegnato con Trump a non bombardare, dopo che Hezbollah aveva lanciato razzi verso il nord di Israele", prosegue Giorgio.
Negli scorsi giorni Teheran aveva ribadito che qualsiasi accordo di pace con Washington avrebbe avuto come condizione una tregua tra Israele e Hezbollah e il ritiro dell’esercito israeliano dal Libano.
Si potrebbe ora tornare a una guerra vera e propria. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano ha dichiarato: "Questa notte Teheran dovrà bruciare".Michele Giorgio, giornalista e corrispondente per il Medio Oriente de Il Manifesto
Nel frattempo, "da parte dell'opinione pubblica israeliana c'è un forte desiderio di sostituire Netanyahu con un altro leader", spiega Giorgio.
"Ma questo desiderio non è una risposta alla guerra, anzi, la maggioranza degli israeliani la sostiene. Le critiche a Netanyahu riguardano il fatto di piegarsi alla volontà degli Stati Uniti", prosegue.
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