Secondo gli organizzatori e secondo la stampa internazionale sarebbero stati un milione i manifestanti scesi in piazza domenica contro il progetto di legge sull'estradizione forzata in Cina di sospetti criminali. Durante la giornata si sono anche verificati scontri con la polizia, intervenuta per disperdere i dimostranti. Gli agenti hanno usato manganelli e spray urticanti, gruppi di manifestanti hanno lanciato bottiglie incendiarie ed eretto barricate.

Scene anomale per la dinamica ex colonia britannica, tornata alla Cina nel 1997. Nonostante le quali, Carrie Lam - chief executive di Hong Kong - ha annunciato che il provvedimento non verrà ritirato o modificato.
Al giornalista di base a Pechino Gabriele Battaglia abbiamo chiesto di spiegarci le ragioni della protesta.




