Il ventiduenne Giovanni non voleva cedere alle pressioni della famiglia, che lo spingeva verso una carriera militare, e scrisse una lettera al cognato emigrato in Australia qualche anno prima, che lo aiutò nel trasferirsi.
Giovanni passò l'infanzia in tempi di guerra, lavorando nei campi della famiglia che difendeva armato di una pistola che, fortunamente, non ha mai usato.
Potrebbe interessarti anche

Ron Pirola, a 85 anni "mi piace correre ed essere attivo"
Nel suo piccolo paese, il cibo non era mai mancato, nemmeno negli anni della guerra.
"Grano, formaggio, carne, salumi", ricorda Giovanni. "Riuscivamo a sfamare anche gli sfollati".
Una famiglia numerosa quella di Giovanni Spada, con 5 fratelli e 5 sorelle, di cui lui era il più giovane.
Giovanni Spada iniziò con vari lavori malpagati in Queensland, fino a trovare un impiego più redditizio ad Ingham nelle piantagioni di canna da zucchero, e successivamente un altro in una segheria.

Una foto di famiglia del 1953 con i genitori di Giovanni Spada ed alcuni dei fratelli. Source: Giovanni Spada
Giovanni iniziò poi a dedicarsi alla coltivazione del tabacco, che lo avrebbe occupato anche al suo rientro in Sardegna nel 1965.
Il suo primo anno a lavorare tabacco a Inglewood fu segnato da alluvioni fortissime.

Giovanni assieme alla moglie e al piccolo Antonio nel 1957. Source: Giovanni Spada
Giovanni racconta come la sua idea di creare un rialzo utilizzando dei tavoli in un capannone salvò la vita di molte persone, che non sapevano nuotare.
Siamo stati lì per tre giorni e tre notti e ho salvato la vita a 14 persone, che mai l'hanno dimenticato finché sono rimaste in vita.
Ascolta la prima parte del racconto di Giovanni Spada
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.



