IN SINTESI
- Dal 7 gennaio scorso centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate per le strade di Tel Aviv e in altre città israeliane.
- Si stima che il 23 marzo scorso per strada ci fossero oltre mezzo milione di persone, in un Paese che ha circa 9 milioni di abitanti.
- Benjamin Netanyahu ha accettato di rimandare l'approvazione della riforma della giustizia a dopo le vacanze pasquali.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato una pausa di un mese nel percorso verso l'approvazione della riforma alla giustizia, ma rimane intenzionato a portarla avanti contro un ampio settore dell'opinione pubblica.
La decisione è arrivata dopo l'intervento del presidente Isaac Herzog, ma, secondo il corrispondente da Gerusalemme de Il Manifesto Michele Giorgio, ad aver convinto Netanyahu potrebbero essere stati altri fattori.
"Sono state decisive le scosse che le riforme ha dato alla solidità delle forze armate", spiega Giorgio, "che erano e rimangono l'elemento centrale dello stato e della società in Israele".
I manifestanti hanno promesso di non smettere le loro proteste, affinché la proposta di riforma non sarà definitivamente accantonata.
Continuerò a protestare fino a quando queste riforme non saranno completamente abbandonate, non sono riforme, sono un colpo di stato dell'esecutivo. Stanno rovinando il nostro sistema democratico per sempre.Eitan Kanaha, manifestante a Gerusalemme contro la riforma alla giustizia
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