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Netanyahu respinge il piano per Gaza, mentre le elezioni si avvicinano

Israeli Forces Expand “Yellow Line” in Eastern Gaza City
GAZA CITY, PALESTINE – JULY 27, 2026: Le forze israeliane posizionano grandi blocchi di cemento gialli per ampliare l’area sotto controllo militare nota come “Linea Gialla” nel quartiere di Shuja’iyya, nella parte orientale della città di Gaza. L’espansione spinge l’area controllata da Israele verso ovest, in direzione di via Salah al-Din, costringendo gli abitanti dei quartieri circostanti a fuggire. I palestinesi camminano lungo le strade disseminate di macerie nel vicino quartiere di Tuffah. Photo by Mohammed M. Skaik / JNA Press/Sipa USA. Source: SIPA USA / Mohammed M Skaik/JNA Press / Mohammed M Skaik/Sipa USA

Secondo fonti statunitensi citate dai media israeliani, l’IDF avrebbe iniziato un graduale ritorno verso la Linea Gialla a Gaza. Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto pubblicamente il piano del Board of Peace. Secondo il giornalista Michele Giorgio, la posizione di Netanyahu sarebbe legata anche alla ricerca di consenso in vista delle elezioni.


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By Michele Giorgio, Andrea Pagani

Source: SBS


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Secondo fonti statunitensi citate dai media israeliani, l’IDF avrebbe iniziato un graduale ritorno verso la Linea Gialla a Gaza. Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto pubblicamente il piano del Board of Peace. Secondo il giornalista Michele Giorgio, la posizione di Netanyahu sarebbe legata anche alla ricerca di consenso in vista delle elezioni.


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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto il piano in 15 punti per Gaza, contestando in particolare l’ipotesi di un ritiro israeliano prima del completo disarmo di Hamas. I contatti tra Israele e il Board of Peace, tuttavia, proseguono.

"Netanyahu ha bisogno di consenso perché nei sondaggi è in svantaggio e a fine ottobre si vota in Israele", ha commentato il giornalista de Il Manifesto Michele Giorgio. "Almeno davanti ai microfoni deve far vedere che non è un mero esecutore degli ordini impartiti da Donald Trump", ha aggiunto.

Il nostro corrispondente da Gerusalemme ha parlato anche di quanto sta accadendo in Iran. Negli ultimi giorni si sono rincorse voci su un presunto deterioramento delle condizioni di salute della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che da quando ha preso il posto del padre è apparso raramente in pubblico.

Ad alimentare le speculazioni è stato anche un video diffuso dalle autorità iraniane, che ritrae Khamenei apparentemente in buona salute, ma di cui non è stata indicata la data.

“A prescindere dalle condizioni di Khamenei, l’Iran è tutt’altro che in ginocchio”, ha spiegato Giorgio, che ha parlato anche della complicata situazione in Yemen.

Negli ultimi giorni si è intensificata l’escalation in Yemen, con nuovi attacchi degli Houthi e scontri con le forze governative, sullo sfondo del più ampio conflitto regionale tra Iran e Stati Uniti.

"La situazione in Yemen è davvero complicata, non se ne parla troppo di fronte alla gravità degli altri conflitti ma non dobbiamo dimenticare che in quel Paese, pochi mesi fa, c'è stato anche un tentativo di secessione, e le condizioni di vita di tanti yemeniti sono davvero difficili", ha commentato Giorgio.

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