Anche quest'anno siamo arrivati alla fine dell'anno finanziario ed è tempo di ricontrollare e mettere in ordine conti, bollette, ricevute e fatture.
Ogni anno il dipartimento delle imposte, prende di mira una particolare categoria di servizi o prodotti soggetti che possono essere dedotti.
L'Australian Taxation Office quest'anno monitorerà con particolare attenzione le spese legate al vestiario - incluse le divise di lavoro - e le relative spese di lavanderia.
Questo perché negli ultimi 5 anni le richieste per detrarre queste spese di lavoro sono aumentate del 20%, per un valore complessivo di 1.8 miliardo di dollari.
Kath Anderson dell'ATO ha spiegato che sono infatti oltre 6 milioni di lavoratori che dichiarano che ciò che indossano per lavoro sarebbe deducibile e che "circa la metà dei contribuenti rivendicano spese per vestiti e lavanderia e sebbene per molti sia legittimo, sappiamo che altri purtroppo commettono degli errori, ed è per questo che su questo ambito saremo più attenti".
Quindi, cosa per legge per cosa possono essere richieste detrazioni?
Mark Chapman, consulente di H&R Block, Mark Chapman, ci ha spiegato che ad esempio sono deducibili capi di abbigliamento che hanno una funzione protettiva in cantieri edili. Ma questo vale anche per una divisa che sia contrassegnata dal simbolo dell'azienda per cui si lavora. Quindi cosa non è detraibile?
"Quello che non puoi detrarre sono i vestiti comuni - prosegue Chapman - cioè l'abito che si indossa in un normale giorno di lavoro, indipendentemente dal genere, ad esempio se si lavora in un ristorante e si indossa un paio di pantaloni neri, questi non sono detraibili".
Kath Anderson, dell'Australian Taxation Office, ha dichiarato che sono molti i miti che devono essere sfatati per quel che riguarda l'abbigliamento sul lavoro: "Non è possibile detrarre costi per vestiti normali anche se usati al lavoro, anche una richiesta direttamente dal proprio responsabile di indossare un particolare colore non è motivo di detrazione".
Inoltre, un errore comune che compiono in molti è pensare che esista una deduzione per tutti di 150 dollari - alcune spese sono effettivamente deducibili - ma non per tutti.
Anderson continua: "Anche se non è richiesto di indossare una divisa o un abito specifico o con delle protezioni. L'anno scorso, circa 1.4 milioni di persone hanno rivendicato esattamente 150$. Ora, molti ne avranno il diritto, ma sappiamo che altri stanno cercando di rivendicare quello che sembra essere un importo certo. Giusto per chiarire, i 150 dollari sono facili da registrare, ma non per questo chiunque può essere eligibile per chiederne la detrazione”.
Inoltre l'ATO starebbe monitorando altre categorie, ad esempio le criptovalute tipo bitcoin.
"Secondo l'ATO le criptovalute sono degli asset di investimento, quindi se compri, vendi o in generale usi criptovalute, dovrai tenerne conto e pagare le tasse. In particolare poi se avrai guadagnato qualcosa da questo tipo di investimento".
Kath Anderson ha anche notato che l'aumento della cosiddetta gig economy sta avendo un impatto anche sul modo di compilare le proprie tasse. Impieghi flessibili e temporanei, come quello dei riders del cibo oppure subaffittare il proprio appartamento o una stanza, devono essere dichiarati come fonte di introito.
"I lavori temporanei o da freelance sono un ottimo modo per ottenere un extra guadagno. Ma bisogna ricordarsi che anche questo va dichiarato come qualsiasi altro ricavo, indipendentemente dal fatto che si sia dipendenti o meno".
Mark Chapman ha dichiarato che nello svolgere consulenze sul modulo per il 'tax return' le domande più comuni che si sente fare dai clienti riguardano proprio le detrazioni fiscali, infatti "quando qualcuno desidera richiedere una detrazione, ma ha perso la fattura o la ricevuta e non può provare di aver speso quei soldi, spesso la risposta alla domanda è che sfortunatamente no, non è possibile ottenere alcuna detrazione".
Kath Anderson ha concluso raccomandandosi di chiedere quando possibile una consulenza professionale, perchè: "abbiamo software di analisi piuttosto raffinati e accesso a moltissimi dati, per questo controlliamo con attenzione tutte le richieste. Quest'anno abbiamo incrementato gli investimenti, non solo nella nostra formazione e assistenza, ma anche in reviews e controlli interni. Perciò se state pensando di nascondere qualcosa, siete avvisati che la percentuale di essere scoperti si è alzata ulteriormente".





