È morto, all'età di 70 anni, Niki Lauda, la leggenda della Formula 1.
Lauda è stato campione del mondo di Formula 1 tre volte - nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren. Ha disputato 171 Gran Premi, vincendone 25, segnando 24 pole position e altrettanti giri veloci.
Lauda è stato tante cose nel mondo delle corse e non solo.
Fu il pilota "computer", calcolatore e impeccabile che riportò il titolo mondiale alla Ferrari dopo 11 anni.
Fu l'uomo che sopravvisse al devastante incidente che vide la sua macchina prendere fuoco ed esplodere al Gran Premio di Germania del 1976 al Nürburgring. Un evento che rimarrà impresso nella memoria del pubblico e sul suo viso, attraverso le cicatrici che di Lauda, per i suoi tifosi, erano diventate lineamenti.
Fu l'uomo che contribuì a creare una cultura che privilegiasse la sicurezza dei piloti in un'epoca in cui la morte era una presenza costante nelle corse. E così facendo, aiutò a salvare molte vite negli anni a venire.
E poi divenne imprenditore di successo, sia nell'aviazione (fondando due compagnie aeree) sia nelle corse. Dopo una parentesi sfortunata come dirigente Ferrari, arrivò infine alla Mercedes e, con il titolo di Presidente non esecutivo e azionista, ha vinto tutto negli ultimi anni, anche se dallo scorso luglio si era allontanato dai circuiti per motivi legati alla sua salute.
E da Presidente della Mercedes lo ricorda Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport:
"Io sono stato uno degli ultimi a vederlo al Gran Premio di Silverston (luglio 2018). Mi fermai con lui a chiacchierare. Era stanco, ovviamente non sapevo le sue reali condizioni. Era seduto su un divanetto, lo ricordo, sopra la terrazza del motorhome della Mercedes".

E secondo Cremonesi, la perdita di Lauda è una perdita importante, soprattutto per noi italiani.
"Ci sono delle squadre come la Grande Inter, l'Italia dei mondiali di Bearzot, il Grande Torino, di cui ci ricordiamo quasi a filastrocca i nomi dei protagonisti. E sicuramente c'è una Ferrari: Lauda, Regazzoni, Montezemolo, Enzo Ferrari, Mauro Forghieri. La Ferrari che era tornata alla vittoria negli anni '70, e lui era stato il pilastro di questa Ferrari".
E l'attaccamento a Niki Lauda da parte dei ferraristi italiani non è mai venuto meno, anche quando Lauda si è allontanato dal Cavallino.
"Era amatissimo ancora dai ferraristi pur essendo diventato praticamente il capo della squadra che negli ultimi anni ha fatto piangere molto proprio i tifosi della Ferrari".
E se volete ascoltare il ricordo di Niki Lauda da parte di Andrea Cremonesi potete farlo cliccando Play nell'audioplayer che si trova all'interno dell'immagine sotto al titolo di questo articolo.




