Sono stati assegnati i premi Nobel per l'Economia di quest'anno. La Kungliga Vetenskapsakademien, l'Accademia reale svedese delle scienze, ha deciso di premiare gli economisti Daron Acemoglu, Simon Johnson e James A. Robinson per le loro ricerche su come le istituzioni si formano e influenzano la prosperità.
La loro ricerca, spiega Tani, "parte dal presupposto storico che i Paesi colonizzati non vennero assimilati ma solo sfruttati, e questo li ha resi più poveri".
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“I vincitori hanno dimostrato che ciò ha portato a un'inversione di tendenza. I luoghi che erano, relativamente, i più ricchi al momento della colonizzazione sono ora tra i più poveri”, si legge nell'annuncio del premio Nobel.
Secondo Tani "la ricerca è fermamente ancorata ai tempi odierni, perché le valutazioni di questo tipo sono necessariamente legate alle condizioni attuali".
"L'importante è utilizzarle per capire come far crescere la nostra classe media. È quella che determina la salute economica di una società", ha aggiunto.
Tani si è anche soffermato sulla proposta del governo australiano di mettere mano ai sovrapprezzi sui pagamenti con carte di debito.
"Sarebbe importante dare voce alla miriade di piccoli esercenti che non hanno potere contrattuale e che devono assorbire - o scaricare sul cliente - commissioni talvolta tre volte maggiori rispetto ai giganti commerciali", ha sottolineato Tani.
"Tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare", continua Tani, "e il governo deve agire su questo".
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