Da Magdeburgo a Lipsia, dal trionfo di Alternative für Deutschland nelle elezioni in Sassonia-Anhalt al drone carico di esplosivo ritrovato nei pressi di un aereo cargo ucraino, crescono i timori per la minaccia russa in Europa. Il punto di Giuseppe D'Amato.
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Magdeburgo è la capitale della Sassonia-Anhalt, uno dei Länder orientali della Germania e tra quelli economicamente più deboli del Paese. Un tempo importante centro amministrativo e fulcro dell'industria pesante della Germania Est, la città, che oggi conta circa 244mila abitanti, è tornata sulle prime pagine, ancora una volta in relazione alla Russia.
La differenza è che la DDR non esiste più, così come non esiste più l'URSS. Al suo posto c'è oggi la Russia di Vladimir Putin. Ed è proprio a Mosca che, secondo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, si guarderebbe con favore alla vittoria ottenuta in Sassonia-Anhalt dall'AfD, il partito di estrema destra guidato nella regione da Ulrich Siegmund.
L’AfD, partito di estrema destra, ha conquistato quasi il 44% dei voti, rafforzando ulteriormente il proprio peso nella politica tedesca e mettendo sotto pressione il rifiuto dei principali partiti di collaborare con l’estrema destra.
Sullo sfondo resta anche il rapporto con Mosca: Alternative für Deutschland sostiene da tempo la revoca delle sanzioni contro la Russia e un riavvicinamento con il Cremlino, mentre da anni le autorità europee denunciano campagne russe di disinformazione e interferenza informatica nel continente.
La Sassonia-Anhalt è una regione che era sotto l'influenza russa fino a neanche quarant'anni fa: era tutto attesoGiuseppe D'Amato
Ma per il giornalista Giuseppe D'Amato questo risultato è tutt'altro che una sorpresa: "Si parla dal 2013 delle interferenze russe in Europa attraverso l'utilizzo dei social media, attraverso l'utilizzo della disinformazione e quindi non ci sono grandi novità".
"Si sa chiaramente che il Cremlino appoggia tutti i partiti eurofobici, euroscettici, come li vogliamo chiamare, sia di estrema destra che di che di estrema sinistra, perché l'Unione Europea è un polo fortissimo che ha attratto tanti paesi verso di sé, mettendo in ombra il polo russo, e questo chiaramente il Cremlino non lo può permettere", ha commentato.
D'Amato ha anche parlato dello stato delle trattative tra Mosca e Kiev e del caso del drone carico di esplosivo ritrovato all'aeroporto di Lipsia/Halle nei pressi di un aereo cargo ucraino. La Germania ha attribuito alla Russia la responsabilità del tentato attacco, accusa respinta da Mosca.
"I rapporti tra i due Paesi sono ai minimi storici", ha detto D'Amato. "ll governo federale della Germania ha deciso di chiudere la casa Russia a Bonn e ha preso tutta una serie di provvedimenti restrittivi nei confronti di istituzioni russe, mentre Mosca ha risposto chiudendo le sedi culturali del Goethe-Institut in giro per la Russia e oggi è stato deciso anche la chiusura del consolato tedesco di San Pietroburgo".
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