I leader politici di Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti si sono dati appuntamento a San Diego, in California, per sottoscrivere l’accordo che consentirà alla marina australiana di dotarsi di sottomarini nucleari prodotti nell'ambito dell'AUKUS, l'alleanza strategico-militare tra Canberra, Londra e Washington.
L'investimento, che oscillerà tra i 200 e i 368 miliardi di dollari australiani nei prossimi 30 anni e che sarà il più oneroso nella storia del Paese, porterà il governo Albanese ad acquistare almeno tre Virginia subclass e porterà alla creazione di circa 20mila posti di lavoro nei cantieri navali di Adelaide e del Western Australia.

Al di là delle prospettive occupazionali, il mondo politico australiano si è mostrato compatto nell'appoggiare l'operazione e nel ritenere l'iniziativa fondamentale per garantire la sicurezza del Paese e la stabilità della regione del Pacifico.
L’accordo - firmato da Anthony Albanese, Rishi Sunak e Joe Biden - prevede anche che Australia, Regno Unito e Stati Uniti condividano informazioni sensibili e metodi di addestramento militare.
Il patto è irresponsabile e ci riporta al clima della guerra freddaIl governo cinese
I sottomarini saranno pronti tra il 2030 e il 2040, ma alcune conseguenze dell'accordo stipulato nell'ambito dell'AUKUS sono state immediate.
La Cina ha infatti condannato l'iniziativa, parlando di "un'iniziativa irresponsabile" e di "ritorno al clima della guerra fredda", mentre il Congresso di Pechino ha già annunciato l'aumento delle spese militari per il prossimo anno.
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