Si riaccende il dibattito sul Pill Testing, ossia quelle vere e proprie stazioni mobili di analisi nelle quali i frequentatori dei festival possono scoprire cosa effettivamente sia contenuto nella pillola.
Alcuni stati o territori, come l'ACT, e recentemente anche il Queensland, hanno già adottato o adotteranno questa strategia, mentre altri sono ancora restii.
Con l'inizio della bella stagione, infatti, si aprirà anche quella dei Music Festival, molto diffusi in Australia e spesso teatro di consumo di alcune di queste sostanze.
La stagione non è iniziata benissimo, dato che ad inizio ottobre due ragazzi di 21 e 26 anni sono deceduti per una presunta overdose durante il Knockout Festival di Sydney.
Questo evento ha rinfocolato appunto la discussione sul Pill Testing, ed il Premier del NSW CHris Minns ha respinto la possibilità che entri in vigore nel suo Stato.
Quali sono quindi i pro e i contro di questa iniziativa? Lo abbiamo chiesto ad Antonietta de Luca, professoressa associata di farmacologia e tossicologia del Dipartimento di scienze biomediche dell'Università di Cagliari.
Secondo De Luca, "ci sono indubbiamente degli aspetti positivi, ma l'aspetto etico è forse quello più delicato: come si fa a lasciare che qualcuno faccia uso di droghe senza essere certi al 100% degli effetti?"
Ascolta l'intervista alla professoressa De Luca cliccando 'play' in alto
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