Venerdì si celebrano i 140 anni dall’uscita della prima edizione de “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi.
Pubblicato a Firenze nel 1883, si tratta di uno dei libri più tradotti al mondo con versioni dal francese al greco, dal tedesco al cinese, dallo spagnolo al russo e all’arabo.
Un’edizione in persiano capitò tra le mani di Mario Casari, Professore Associato di Lingua e letteratura persiana all'università La Sapienza di Roma, diversi anni fa e in maniera del tutto casuale.
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“Io sono cresciuto a Firenze e in seconda elementare si leggeva Pinocchio”, ricorda Casari ai microfoni di SBS Italian.
“Poi mi sono occupato di letteratura araba e persiana e mentre ero a Teheran, durante uno dei miei viaggi di studio, ho trovato una versione persiana di Pinocchio, e la cosa mi ha molto incuriosito. L’ho comprato e letto subito e mi sono accorto che era una traduzione bellissima”.

In questo modo è iniziato il viaggio del professore alla scoperta delle diverse traduzioni della fiaba del burattino di legno che ha fatto sognare generazioni di bambini e adulti in tutto il mondo.
Casari fa parte del comitato scientifico di “Atlante Pinocchio”, un volume che raccoglierà i contributi di studiosi di tutto il mondo per creare un itinerario attraverso le diverse versioni di questo libro che si sono succedute nel tempo e nei diversi contesti culturali e linguistici nei quali è stato tradotto.

Il professore sarà ospite di una conferenza a Melbourne il 23 novembre (organizzata dall'Italian Cultural Institute of Melbourne in collaborazione con il CO.AS.IT) e a Auckland in Nuova Zelanda il 4 dicembre (organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, dalla Dante Alighieri Society di Auckland in collaborazione con l'Università per Stranieri di Perugia, la Fondazione Collodi e UNISER Pistoia).
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