Tredici mesi fa, alla vigilia del primo lockdown australiano, i bottle e i liquor shop down under vennero presi d'assalto, e nel giro di pochi giorni le vendite degli alcolici e dei superalcolici salirono del 20%.
Una ricerca dell’Università di Adelaide ha ricostruito i mutamenti nell'atteggiamento della gente e le fluttuazioni nei consumi di vino durante i sei mesi più caldi della pandemia - tra maggio e novembre 2020 - attraverso un questionario che ha coinvolto trecento persone.
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"Il consumo non è radicalmente cambiato, ma le modalità di acquisto sì"
A coordinare il progetto - che ha ricostruito in che modo le nuove condizioni abbiano influito sulle abitudini e sulle vendite del vino in Australia - è stato un italiano, Armando Corsi, professore di Wine Business all’Università di Adelaide.
"Abbiamo visto una tendenza ad acquistare e consumare più di prima i vini locali, anche a causa delle difficoltà logistiche sperimentate dagli importatori - spiega il professor Corsi a SBS Italian -. Gli incrementi maggiori riguardano i rossi. Ma quel che sta radicalmente cambiando è la modalità di acquisto online".
Riascolta qui l'intervista al professor Armando Corsi:
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