A cavallo della Pasqua Ortodossa, che si è celebrata domenica scorsa, Vladimir Putin risponde in modo deciso alle dichiarazioni provenienti da Francia e Gran Bretagna.
Prima il Presidente francese Macron, che ha riattizzato il fuoco delle polemiche relative ad un ingresso di truppe Nato nel conflitto (salvo poi ritrattare in parte nelle scorse ore), poi il Ministro degli Esteri britannico Cameron che ha giustificato l'utilizzo di armi inglesi per attaccare in territorio russo.
A queste dichiarazioni Mosca non poteva non rispondere. Il Cremlino ha quindi agito su due diversi fronti.
Dopo aver fatto convocare gli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna per esprimere tutto il loro disappunto, Putin ha ordinato al suo Ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore di alzare al massimo l'allerta per le esercitazioni militari.
"Durante le esercitazioni - sostiene il Ministero della Difesa russo - verranno adottate una serie di misure per esercitarsi nella preparazione e nell'uso di armi nucleari non strategiche".
Secondo il giornalista Giuseppe D'Amato, "la guerra mediatica ha una sua logica che non necessariamente si riflette sul campo". D'Amato sostiene che le dichiarazioni di Macron, ad esempio, "tengono anche conto dei rapporti tesi con Mosca in terra d'Africa, dove ha dovuto fronteggiare la Wagner".
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