Quasi come un "governo parallelo" per i rifugiati, in parte abbandonati a se stessi dagli stati che li ospitano: così descrive l'attività di UNWRA il suo direttore delle risorse umane, l'italiano Nino Brusà.
Dall'istruzione, all'assistenza medica ed alimentare, fino alla raccolta delle immondizie nei campi profughi, sono molteplici i servizi erogati dalla United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East, l'agenzia delle Nazioni Unite dedicata all'assistenza dei rifugiati palestinesi e fondata nel 1949.
Israele ha descritto a più riprese UNRWA come collegata al movimento di Hamas e come un'anomalia che, invece che aiutare la risoluzione della questione dei rifugiati palestinesi, la perpetuerebbe.
Se l'UNWRA dovesse cessare ci sono preoccupazioni per la stabilità in Medio oriente. In paesi come il Libano, dove i rifugiati non possono lavorare, o a Gaza, le conseguenze umanitarie sarebbero disastrose.Nino Brusà, direttore delle risorse umane di UNWRA
Fonti israeliane hanno segnalato il ritrovamento di un tunnel di Hamas sotto la sede della UNRWA di Gaza City e da diverse settimane i finanziamenti all’Agenzia da parte di diversi paesi, tra cui l’Australia, sono stati fermati.
Il motivo dello stop risiede nelle accuse rivolte ad una dozzina dei suoi dipendenti di aver partecipato agli attacchi del 7 ottobre scorso che hanno portato all'uccisione di circa 1200 persone ed il rapimento di oltre 200 in territorio israeliano.
Le prove a sostegno di quelle accuse non sono ancora state fornite ma, spiega Brusà, "abbiamo subito provveduto a terminare il contratto di questi dipendenti", in attesa che la loro posizione venga chiarita.
Ora però le prospettive per il futuro restano incerte. Brusà ricorda che nel 2018, poco dopo il suo ingresso a UNWRA, l'amministrazione Trump bloccò i finanziamenti.
Quello fu uno di molti periodi critici ma, secondo Brusà, guardando agli ultimi settant'anni, che coincidono con la storia di UNWRA "la situazione non è mai stata così grave come quella che abbiamo vissuto negli ultimi mesi".
A Gaza prima del 7 ottobre un milione di persone, quindi quasi metà della popolazione, riceveva assistenza alimentare. Al momento, tutti ne hanno bisogno ma non è possibile fornirla.Nino Brusà, direttore delle risorse umane di UNWRA
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