Il 25 aprile di 80 anni fa Sandro Pertini, per conto del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, intimandogli di "arrendersi o perire".

Quello stesso giorno Mussolini fuggì da Milano, sarebbe stato ucciso tre giorni dopo, a Giulino di Mezzegra. Fu proprio la data del 25 aprile ad essere scelta dopo la fine del conflitto per celebrare la liberazione d'Italia dal nazifascismo.

"Restituire il valore e l'importanza della Resistenza oggi è una sfida quanto mai importante", esordisce Marco Cacchioli, giornalista e divulgatore emiliano che ha autoprodotto una serie podcast in cui racconta le storie della Resistenza nella sua terra, in Val Taro e Val di Ceno, in provincia di Parma.
Cacchioli ha avuto anche modo di conoscere e intervistare uno degli ultimi protagonisti superstiti di quegli anni, l'oggi 99enne Giuseppe Massari.
"Per me, che sono nato in questa terra, l'emozione è stata fortissima. Siamo entrati in contatto grazie al podcast, che alcuni suoi parenti avevano ascoltato: questo mi ha dato ulteriore energia nella produzione, che è tutta sulle mie spalle", ha commentato Cacchioli.

Cacchioli si prodiga anche ad accompagnare curiosi e visitatori nei luoghi della Resistenza, tra percorsi battuti dai soldati, luoghi di battaglia e nascondigli.
"C'è molta curiosità sul tema", ha detto, "e questo è molto importante, perché questo forse è il momento giusto per dare giustizia ad un racconto della Resistenza scevro di ideologie politiche".
Con la fine delle ideologie e dei partiti di massa, in Italia forse è il momento giusto per restituire alla Resistenza quello che le è stato toltoMarco Cacchioli

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