Regionali in Italia: chi vince, chi perde e quanto conta a livello nazionale

Alessandra Todde, Giuseppe Conte, Giorgia Meloni and Marco Marsilio

Da sinistra, Alessandra Todde, Giuseppe Conte, Giorgia Meloni e Marco Marsilio. Credit: EPA/FABIO MURRU/Roberto Monaldo / LaPresse/Sipa USA/AAP Image

I risultati in Sardegna e Abruzzo sembrano consegnare un responso contraddittorio su come gli italiani stiano reagendo con le loro preferenze di voto ad un anno e mezzo dal debutto del governo a guida Meloni.


Dopo la vittoria elettorale della coalizione di centrodestra del 2022, i primi test elettorali sono arrivati nelle settimane scorse con due tornate di voto regionali: la prima il 25 febbraio in Sardegna e la seconda il 10 marzo in Abruzzo.

In Abruzzo il 10 marzo scorso Marco Marsilio è stato riconfermato presidente della Regione. Come sottolineato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni è la prima volta che un presidente in carica nella regione viene rieletto negli ultimi 30 anni.

Domenica 25 febbraio è stata meno positiva per il centrodestra, che quel giorno ha perso il controllo della Sardegna, ceduta alla coalizione di sinistra guidata da Alessandra Todde, esponente del Movimento Cinque Stelle.

Quanto sono significative queste due elezioni regionali, ed indicative di un trend nazionale, in altre parole quanto il voto esprime un’opinione sull’attuale governo?

Ascolta l'analisi del nostro corrispondente politico da Roma Carlo Fusi

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