Il focus di Still I Rise sono i giovani che si trovano in situazioni estremamente difficili. Al momento, l'ONG è attiva in Kenya, Congo e Siria. Nel Paese mediorientale, l'organizzazione punta a ridare una speranza ai giovani partendo dall'offrire loro un'educazione, "unica speranza per l'indipendenza", come spiega Giulia Cicoli, Advocacy Director di Still I Rise.
Non avere la possibilità di essere educati significa uccidere una generazione.Daniela Cicoli, Advocacy Director, Still I Rise
Il Nord Ovest della Siria, l'unica area ancora in mano ai ribelli, è quasi in ginocchio. "Il terremoto dello scorso febbraio ha reso disperata la situazione - sostiene Cicoli - e la successiva epidemia di colera ha infierito ulteriormente".
Ascolta l'intervista a Giulia Cicoli, Advocacy Director di Still I Rise, cliccando il tasto "PLAY" in alto.
Il 15 marzo di quest'anno, a dodici anni esatti dall'inizio del conflitto che ancora tormenta il Paese, Still I Rise ha pubblicato il rapporto “La terra trema sotto le bombe", dal quale emerge un quadro drammatico della situazione, particolarmente in quell'area.
Cicoli ci tiene a sottolineare che l'obiettivo primario di Still I Rise in Siria è quello di "recuperare i ragazzi e le ragazze più vulnerabili che hanno perso l'opportunità di studiare, per poterli reinserire nella società", ed offrire loro possibilità lavorative altrimenti irraggiungibili.
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