Robodebt, "un meccanismo duro e crudele" per centinaia di migliaia di australiani

The Commissioner for the Royal Commission into the Robodebt Scheme Catherine Holmes delivers her report to the Governor General David Hurley at Government House in Canberra.

Catherine Holmes, Commissaria per la Royal Commission per il programma Robodebt, consegna il rapporto al Governor General David Hurley. Source: AAP / MICK TSIKAS/AAPIMAGE

La pubblicazione del rapporto finale della Commissione che ha studiato Robodebt per quasi un anno ha scatenato risposte diverse nella politica federale australiana. Non è escluso che dal rapporto possano originare delle incriminazioni formali.


Robodebt è il sistema di riscossione debiti automatizzato che tra il 2015 e il 2019 emise centinaia di migliaia di richieste di pagamento per altrettanti cittadini e cittadine australiana.

Quelle richieste sono ora considerate illegittime e sono state rimborsate, ma non senza aver provocato enormi disagi ai cittadini coinvolti, messi in situazioni talmente difficili da essere sfociate in alcuni casi in tragedia.

Nel rapporto pubblicato il 7 luglio scorso si legge che "Robodebt era un meccanismo duro e crudele, non era né giusto né legale, e ha fatto sentire molte persone come se fossero dei criminali".

Il commentatore politico Paul Scutti analizza ai microfoni di SBS Italian alcune delle reazioni politiche principali.

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