L'accordo prevede l'acquisto di tre sottomarini americani per poi costruirne altri otto a propulsione nucleare a partire dal 2040.
Al centro dell'attacco di Keating, che si è scagliato contro i costi del programma AUKUS, previsti attorno ai 370 miliardi di dollari, c'è il rifiuto dell'idea che la Cina rappresenti una minaccia militare per il Paese. Keating ha messo inoltre apertamente in dubbio la competenza degli attuali ministri della difesa e degli affari esteri australiani.
Provocazione alla quale non è mancata l'immediata risposta del PM Albanese che, ha detto "Paul Keating ha il diritto di esprimere la sua opinione, ma penso che su queste questioni abbia torto. Agisco nell'interesse nazionale".
Alle dure critiche di Keating ha risposto anche la ministra degli Esteri Penny Wong, che ha detto "Paul Keating ha le sue opinioni, ma nella sostanza e nel tono appartengono ad un altro tempo. Non affrontiamo la regione di 30 anni fa", sottolineando come il commento sia obsoleto visto che la Cina è diversa da quella che era negli anni Novanta, quando Keating era il PM in Australia.
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