Il giornalista e divulgatore Gianluigi Bonanomi ci presenta i rischi in cui incorrono i genitori quando condividono fotografie dei loro bambini su internet.
Bonanomi ha lavorato per anni nel settore dell’editoria informatica, scrivendo oltre 20 saggi sull'uso di internet, degli smartphone e dei social media, tre dei quali su genitorialità e tecnologia.
Nel suo lavoro ha individuato il problema alla base e cioè che la poca consapevolezza degli adulti nell'utilizzo del mezzo.
“I genitori ritengono perfettamente naturale scattare delle fotografie ai propri figli e metterle online per condividerle con gli amici, e non c’è nulla di male”, ha raccontato Bonanomi ai microfoni di SBS Italian.
"Senza le determinate precauzioni però si rischia di fornire del materiale che può essere decontestualizzato e usato per il cosiddetto grooming da persone maleintenzionate o essere poi caricato su siti pedo-pornografici", ha continuato l'esperto.
Se si posta online tutto quello che piace ai nostri figli, sarà più facile per un estraneo avvicinarli, facendo credere loro di avere avere interessi in comune e aumetando così la possibilità che i bambini abbassino la guardia.
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Uno studio divulgato dall'Australia's new Children's Safety Commissioner, e pubblicato poi in un articolo dal SMH ha rivelato dei dati allarmanti.
“Il 50% delle foto trovate nei database dei pedofili gliele abbiamo fornite noi genitori, aggiornando l'immagine del profilo di whatsapp o condividendo una storia su Instagram, in maniera del tutto inconsapevole", ha continuato Bonanomi.
Invece di essere gli angeli custodi dei nostri figli diventiamo noi la causa del problema
Bonanomi che si occupa di formazione sui temi del digitale anche per la Business School del Sole24Ore ci fornisce alcuni suggerimenti per continuare a condividere i nostri ricordi, senza fare dei danni.
La prima cosa da fare è usare il buonsenso e non condividere immagini troppo intime, poi utilizzare solo strumenti che hanno un alto controllo della privacy, con l'utilizzo di password per proteggere le immagini.
Andando poi a cercare su google dei siti specifici che permettono la condivisione di immagini in maniera protetta, se ne trovano diversi, basta scrivere “condivisione foto famiglia”.
Ascolta l'intervento integrale di Gianluigi Bonanomi





