La settima edizione di Sydney Contemporary ha visto 96 gallerie presentare oltre 500 artisti.
"Non c'è dubbio che questo sia stato un evento positivo per la maggior parte degli espositori e anche, direi, un grande successo per il pubblico", commenta Candiani.
"Cinque lunghi giorni chiusi all'interno di un capannone a parlare d'arte è anche molto stancante, ma la gioia che provo ogni anno — il poter incontrare collezionisti, artisti, curatori e amanti dell'arte in generale — è una cosa molto rara, soprattutto in questo Paese che paradossalmente rifiuta di ammettere il potere industriale e commerciale del mondo dell'arte e di chi ne fa parte".
"Come sempre uno si chiede perché certe gallerie - le più importanti sulla carta in Australia - devono poi essere quelle che ci propongono solo lavori già conosciuti da tutti, di una noia senza rischio, ma solo con la chiara intenzione di fare soldi", continua Candiani.
"Ad ogni modo, ce ne fosse una al mese di fiere del genere!".
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